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hearts in need make symphonies

The Walkmen – Heaven (Fat Possum)

The Walkmen - HeavenUn po’ di autocelebrazione a questo punto ci sta. Non tanto per i 12-13 anni di attività e i 6 dischi pubblicati. L’autoreferenzialità del video qui proposto si giustifica e piace perché oramai è chiaro che i Walkmen il “botto” non lo faranno più. Meglio che si celebrino da sè. Il livello di notorietà che hanno raggiunto è lusinghiero, per carità… ma album come You & Me e adesso Heaven in un mondo giusto li avrebbero posti accanto a The National. Quando si parla di folk-rock spesso l’accento cade sulla capacità di reinterpretare stilemi tradizionali e scrivere canzoni. Nel genere, The Walkmen è il gruppo che a questo ha unito più di altri, pur meritevoli, una rigorosa ricerca sul suono. Ottimi musicisti, ottimi compositori e instancabili lavoratori del suono. Tra qualche anno saremo tutti d’accordo nel dire che meritavano di più. Io preferisco godermeli adesso.

Puntata #10!

A Place To Bury Strangers - WorshipSul fenomeno Willis Earl Beal torneremo a breve. Mi soffermo brevemente invece ancora una volta sul ritorno della new wave. È vero. Con questa storia del nuova ondata della new wave mi son fatto prendere la mano. Sarà che sono suoni che ho sempre ascoltato, però continua a turbarmi questo ritorno in pompa magna del gotico e dell’estetica new wave. In questo caso mettiamo l’accento su un’anticipazione: Worship di A Place to Bury Strangers uscirà il 26 giugno e, complice un ricorso a sciabolate di effettistica in puro spirito My Bloody Valentine, costituisce uno dei punti più alti raggiunti dal fenomeno. La svolta melodica operata dal trio di NY farà forse storcere il naso a qualche vecchio fan, ma convince senza ripensamenti.

Playlist 29 maggio 2012

Willis Earl BealAcousmatic Sorcery (XL)
“Swing On Low”
Father John MistyFear Fun (Bella Union)
“Nancy From Now On”
Best CoastThe Only Place (Mexican Summer)
“Why I Cry”
KindnessWorld, You Need A Change Of Mind (Coop.)
“Swingin’ Party
Still Flyin’On A Bedroom Wall (WWNBB)
“Big Trouble In Little Alabama”
Craft SpellsGallery Ep (Captured Tracks)
“Warmth”
Led Er EstThe Diver (Sacred Bones)
“Kaiyo Maru”
A Place To Bury StrangersWorship (Dead Oceans)
“You Are The One”
StayerDirty Ep (Zero The Hero) [free download!]
“Dirty”

A Place To Bury Strangers“You Are The One”

Led Er Est – The Diver (Sacred Bones)

Led Er Est - The DiverSpesso penso che si stia veramente esagerando con il recupero (la parola giusta sarebbe “saccheggio”) della new wave in tutte le sue forme, soprattutto dalle parti di New York. Capita poi però di imbattersi in qualche piccolo gioiello, magari non un capolavoro, ma comunque un disco che di quel periodo ricatturi atmosfera e intensità e subito ci si riconcilia. Bisognera chiedersi, prima o poi, non tanto perché si torni a certi suoni (la grandezza irripetibile del periodo ’78 – ’84 è stata cantata in tutte le sue forme), ma perché lo si stia facendo in maniera tanto evidente e calligrafica proprio adesso. Chi ha voglia di provare ad abbozzare una risposta, può farlo con i Led Er Est in sottofondo che di certo non faranno mancare l’ispirazione.

Led Er Est – “Kaiyo Maru”

Sigur Rós – Valtari (EMI)

Sigur Rós - ValtariVa riconosciuto alla band islandese il fatto di non essersi mai adagiata sugli allori. Il loro suono è sempre in cerca di nuovi possibili sentieri e, pur restando sempre immediatamente riconoscibile, ogni album esce con qualche importante novità. Valtari vede la luce oggi e al primo ascolto presenta una significativa svolta in senso “atmosferico”, con i brani che si allontanano dalla forma canzone per farsi più rarefatti e sfuocati. Ciò che resta in primo piano è adesso una sorta di distillato di quell’epos sinfonico tipicamente islandese che, se non è stato inventato da loro, certamente da loro è stato reso universale. Ottimo.

Offlaga Disco Pax – Gioco di società (Venus)

offlaga disco pax - gioco di societàImmagino che Max Collini abbia un serbatoio di storie da raccontare a cui attingere praticamente infinito. Del resto ciò che “fa letteratura” non è l’episodio che si racconta, ma il “come” se lo racconta. Gli Offlaga Disco Pax al terzo album hanno toccato un nuovo vertice di espressività e le storie di Max sono ormai un tutt’uno con le parti strumentali di Daniele ed Enrico, al punto tale che è diventato difficile distinguere quando è la musica che è chiamata a sottolineare i momenti più significativi della narrazione, e quando invece sono le pause o i crescendo del testo che servono a lanciare i passaggi più intensi della composizione. Poco importa. Fin quando gli ODP si prenderanno tutto il tempo di cui hanno bisogno per pubblicare un nuovo lavoro sono convinto che non si rischi nessun calo di tensione. Gioco di società al momento mi piace quanto Bachelite (cioè molto) e alcuni brani come “Parlo da solo” o “Piccola storia ultras” sono da considerare tra i migliori in assoluto del trio emiliano. La prima, in particolare, è una canzone dove Max abbandona il suo stile narrativo consueto, smette di raccontare e forse per la prima volta in maniera così convinta prova a descrivere per immagini e sensazioni. Il video è stato presentato ieri.

Advance Base – A Shut-In’s Prayer (Tomlab)

Advance Base - A Shut-In’s PrayerIl pop elettronico di Owen Ashworth ha sempre tenuto un basso profilo. Da quando ha cominciato a pubblicare dischi sotto il moniker Casiotone For The Painfully Alone, il musicista di Chicago ha sempre tenuto fede a quanto promesso dal lungo nome che si era scelto: canzoni arrangiate a base di elettronica a buon mercato e intrise di una malinconia profonda ma che non ha intenzione di prendersi troppo sul serio. Il cambio di ragione sociale (decisamente meno evocativo, adesso) non tradisce quella attitudine, ma la rilancia in una versione appena più curata. A Shut-In’s Prayer è uscito ufficialmente il 15 maggio e negli Stati Uniti è pubblicato da Caldo Verde, l’tichetta di Mark Kozelek. Qui trovate un’interessante intervista dove il nostro parla di cinema e musica con il cantante dei mai dimenticati Red House Painters.

Advance Base – “Summer Music”

Puntata #9!

Beach House - Bloom Detto fuori dai denti: non pensavo minimamente che i Beach House sarebbero stati in grado di riproporsi ai livelli vertiginosi di Teen Dream. L’album del 2010 mi sembrava infatti aver portato a compimento una formula – quella del loro particolarissimo dream pop – a perfezione. Mi attendevo dunque da Bloom una replica della stessa formula, nella migliore delle ipotesi altrettanto appassionata, ma inevitabilmente meno fresca. Sono felice invece di poter oggi ascoltare un album altrettanto intenso ed inspirato che, ascolto dopo ascolto, si insinua in quella zona indefinita tra petto e pancia e non se ne vuole andare più. Menzione veloce anche per Sharon Van Etten che finora avevamo trascurato i trasmissione, ma che ha pubblicato uno dei dischi più belli di questo 2012.

Playlist 22 maggio 2012

Beach HouseBloom (Bella Union/Sub Pop)
“Troublemaker”
Lower DensNootropics (Ribbon Music)
“Propagation”
Mount EerieClear Moon (P.W. Elverum & Sun)
“Through The Trees pt. 2″
Cold SpecksI Predict a Graceful Expulsion (Mute)
“Blank Maps”
TY Segall & White FenceHair (Drag City)
“Easy Ryder”
TY Segall BandSlaughterhouse (In The Red)
“Tell Me What’s Inside Your Heart”
White FenceFamily Perfume vol. 2 (Woodsist)
“It’s Confusing When You Wake Up”
Sharon Van Etten - Tramp (Jagjaguwar)
“Serpents”

Geoff Barrow…Portishead, Quakers, BEAK>

Probabilmente ha qualche potere pranoterapeuta se tutto quello che tocca, parliamo di musica, diventa di notevole fattezza! Dai tempi in cui prese parte alle session di Blue Lines dei Massive Attack e alla nascita di tutto il fenomeno trip hop, Portishead, Tricky, Neneh Cherry, ai remix per Primal Scream e Depeche Mode lui è sempre stato lì a spingere al massimo la sua creatività. Ora sono passati anni, più di un decennio, ma lui non si è fermato e dopo aver fondato una sua etichetta, la Invada, e aver prodotto band ormai riconosciute come The Coral e The Horrors, torna in pista, manda in orbita ancora una volta per destinazioni ignote ma affascinanti i Portishead e torna alle sue passioni d’infanzia!
Una di queste è l’HipHop che lo porta a pubblicare per Stone Throw un album a nome Quackers, 41 tracce e 35 featuring, di energico indie rap che poggia su basi black ma in cui il suo tocco si distingue nettamente.

Quakers – “War Drums (feat. Phat Kat & Guilty Simpson)”

Poi è il momento di un’altra band che vede protagonista Barrow: Beak>, rock, kraut e space synth che promettono un interessante nuova uscita per giugno.

BEAK> – “Yatton”

Giungiamo poi, tanto per non dimenticare nulla del nostro poliedrico produttore, al concept album realizzato assieme al compositore Ben Salisbury, Drokk, ispirato alla serie a fumetti Mega-City One, devianti tappeti lisergici e piacevoli synth che tanto ci ricordano i Daft Punk nella fatica cinematografica di Electroma.

La cosa interessante di Geoff Barrow, oltre alla sua carriera di produttore, è senz’altro il marchio stilistico ben definito e distinguibile, cosa molto rara in giro.

Kindness – World, You Need a Change of Mind (Coop.)

Kindness - World, You Need a Change of MindEcco, mai fidarsi di un disco dalla copertina. Ho preso delle cantonate tremende acquistando dischi con delle belle copertine e, viceversa, ho rischiato di perdermene di belli per il motivo opposto. È il caso di questo esordio di Kindness, giovane inglese che risponde al nome di Adam Bainbridge. Più che essere brutta, la foto della copertina ha la grave colpa di avermelo fatto stare antipatico all’istante (saranno i capelli). Errore. In realtà World, You Need a Change of Mind è un’interessante sintesi di suggestioni molto contemporanee (e alla moda),tra chill-wave e la disco deviante di Ariel Pink, ripresentata in una versione molto seducente appiccicosa.
In questo senso “House” praticamente perfetta. Ascoltare per credere.

Che poi, a giudicare dal non-video della stessa canzone, ne viene fuori anche il ritratto di una persona interessante e assai simpatica. Non l’avrei mai detto a giudicare dalla foto in copertina, tanto per ribadire. Se masticate sufficientemente l’inglese, trovate il tempo di arrivare in fondo a questo video. Ne vale la pena.

Bonnie ‘Prince’ Billy – I See A Darkness (video)

Difficile dire cosa possa aver spinto Will Oldham a incidere una tale nuova versione del suo classico “I See A Darkness” e a farne girare addirittura un video. Sicuramente tanta voglia di divertirsi, dissacrare il proprio mito e la sua canzone più leggendaria. A ben vedere, forse le stesse motivazioni che hanno spinto la Drag City a pubblicare (?!?) dei preservativi con la copertina di Wolfroy Goes To Town

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