Grimes – Visions (4AD)

Grimes - VisionsHo aspettato a parlare di questo disco perché nei confronti di Grimes ho sempre avuto sentimenti contrastanti. Avendo seguito da vicino (da Montreal) la sua parabola ascendente, sono stata il primo a restare veramente sconcertato dal rapido e inarrestabile successo di questa ragazza. Pur partendo da un pregiudizio positivo (è estremamente simpatica) ho sempre dovuto riconoscere i suoi limiti. Dal punto di vista compositivo la trovo piuttosto povera, così come dal vivo molto limitata (almeno prima del “botto”). D’altra parte bisogna riconoscere che è bravissima a far parlar di se, a giocare con la sua immagine e pare animata da una fiducia cieca in quello che fa.
In ogni caso è ormai un dato di fatto che è diventato impossibile parlar della sua musica (un po’ povera, come dicevo) senza prendersi in carico anche il suo personaggio (molto affascinante). Ma lasciando da parte tutto il glam e l’hype che si porta dietro, sono comunque costretto ad ammettere che questo Visions è un disco che ha una sua importanza perché è forse quello che al meglio esprime una certa idea di contemporaneità nella musica pop. Quella di una generazione cresciuta senza mostri sacri, che dei consigli e dei dischi dello zio non ha mai saputo cosa farsene, e che ha fagocitato tutto in maniera anarchica, caotica, per risputarlo fuori con un’urgenza non priva di violenza. In piena epoca di retromania, quella di Grimes è musica di adesso che, piaccia o no, ci prepara a quella di domani.

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