Best of 2012, #18: Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Mature Themes

Yeah I wanna talk about mature things, taboo things / And I wanted to be good, I wanted to be good / And I wanted to be good, my baby

Ariel Pink - Mature Themes

“Mature Themes” di Ariel Pink’s Haunted Graffiti, dall’omonimo album pubblicato il 20 agosto via 4AD.

Best of 2012, #19: Cloud Nothings – Attack On Memory

There’s no time / For another try /There’s no time / For another / No one knows our plans for us / We won’t last longAttack On Memory

“Our Plans” di Cloud Nothings, da Attack On Memory pubblicato il 24 gennaio via Carpark.

Puntata #35!

Goat - World MusicCi mancava effettivamente un gruppo dedito al groove psichedelico, tra afro e kraut, voodo e prog. E per di più proveniente dalla Svezia. Dal Nord della Svezia. Date un occhio a dove si trova Korpilombolo (già il nome è splendido) e provate a immaginare cosa potrebbe significare vivere in una comune di musicisti da quelle parti. Se siete a corto di fantasia ve lo raccontano gli stessi Goat in questa bella intervista su The Quietus. Il loro nuovo World Music è veramente una delle sorprese più belle di questo 2012 e anche dal vivo promettono fuoco e sangue. Incatalogabile, folle, libero.

Playlist martedì 11 dicembre 2012

Woven HandThe Laughing Stalk (Glitterhouse)
“Long Horn”
Hugo Race & FatalistsWe Never Had Control (Gusstaff/Interbang)
“No Stereotype”
ElbowDead In The Boot (Polydor)
“McGreggor”
Grizzly BearShields (Warp)
“Sleeping Ute”
King Tuffs/t (Sub Pop)
“Bad Thing”
The BabiesOur House On The Hill (Woodsist)
“Get Lost”
Django Djangos/t (Because)
“Fire Water”
GoatWorld Music (Stranded)
“Let It Bleed”
S. CareyHoyas ep (Jagjaguwar)
“Two Angels”

Sigur Rós – Leaning Towards Solace (video)

Va da se che la musica dei Sigu Rós è talmente evocativa e “cinematografica” che ci potrebbero recitare sopra la lista della spesa e riuscirei ad emozionarmi ugualmente. Ciò non toglie che questo Valtari Mistery Film Expertiment ha regalato più di qualche gioia. L’ultimo episodio segna il “ritorno” di Floria Sigismondi (che in realtà sta facendo un sacco di cose ma io me l’ero dimenticata).

Puntata #34!

Ringo Deathstarr - MauveLo shoegazing non passerà mai di moda, accettiamolo. Basta ascoltare questo secondo album dei Ringo Deathstarr per convincersene e capirne la ragione: la gioia incontrollata che possono dare pedali e distorsioni è qualcosa a cui anche le future generazioni di musicisti difficilmente rinunceranno. Il gruppo texano recupera quei suoni nella loro versione più rock, tra Isn’t Anything di My Bloody Valentine e Stellar Sonic Solutions degli Starfish (tanto per restare in Texas). Certo, come tutti gli album che pagano un tributo così pesante al passato, anche Mauve sembra destinato ad essere dimenticato in fretta, piace comunque l’allegra cazzonaggine che sprizza ad ogni solco di queste canzoni per altro ben scritte ed arrangiate. Anche il nome della band, tra l’idiota e il geniale, esprime l’attitudine del gruppo.

Playlist martedì 4 dicembre 2012

Jake Buggs/t (Mercury)
“Lightning Bolt”
The Tallest Man On EarthThere’s No Leaving Now (Dead Oceans)
“To Just Grow Away”
Little Annie & Baby DeeState of Grace (Tin Angel)
“State of Grace (ft. Bonnie ‘Prince’ Billy)”
Scott WalkerBish Bosch (4AD)
“Phrasing”
Ringo DeathstarrMauve (Sonic Unyon)
“Drain”
SinkaneMars (DFA)
“Runnin'”
SolangeTrue (Terrible)
“Losing You”
Twin ShadowConfess (4AD)
“Five Seconds”
The Twilight SadNo One Can Ever Know/The Remixes (Fat Cat)
“Sick (Com Truise remix)”
IndiansSomewhere Else (4AD, 2013)
“Calelakers” [Free Download!!]

Sante Parole: Scott Walker

I’m not so in with the prescriptive avant-garde agenda. I can do that sort of thing, but I feel that I’m still interested enough in song structure. […] People keep reminding me I’m about a million miles away from [pop]. Every time I bring an album it’s like I’m bringing in the plague, once again. I don’t actually know what category it all falls into, but I’ve stopped worrying about it.

Scott Walker su pop e sperimentazione in una bella intervista via Pitchfork a proposito del nuovo Bish Bosch.

Puntata #33!

Jessica PrattTra le tante chanteuses che abbiamo (ri)pescato in queste ultime puntate, Jessica Pratt è sicuramente una delle più interessanti. Giovanissima, californiana, Jessica ha esordito in questi giorni con un album davvero notevole. Il suo è un folk che non concede nulla alla modernità, nessuna tentazione weird/freak trapela tra gli arpeggi essenziali della sua chitarra, così come la sua voce sembra venire da un tempo sospeso, molto lontano ma difficile da definire. L’ha scoperta Tim Presley (White Fence) che l’ha lanciata sulla sua neonata etichetta Birth. Un ascolto ammaliante.

Playlist martedì 27 novembre 2012

SwansThe Seer (Young God)
“Lunacy”
Cult of YouthLove Will Prevail (Sacred Bones)
“Golden Age”
The Soft MoonZeros (Captured Tracks)
“Die Life”
Raymond Byron & The White FreighterLittle Death Shaker (Asthmatic Kitty)
“Whippoorwill”
Parquet CourtsLight Up Gold (Dull Tools)
“Borrowed Time”
Django Djangos/t (Because)
“Storm”
Jessica Pratts/t (Birth)
“Hollywood”
Josephine FosterBlood Rushing (Fire)
“Child of God”
Simone White Silver Silver (Honest Jon’s)
“What The Devil Brings”

Jessica Pratt – “Hollywood”

Puntata #32!

Egyptian Hip Hop - Good Don't SleepTra le ultime pubblicazioni di questo 2012 agli sgoccioli, vale la pena segnalare l’esordio di Egyptian Hip Hop. La band, a dispetto del nome, viene da Manchester e non ha niente a che vedere con l’hip-hop. Good Don’t Sleep propone invece un pop elettronico leggero ma con sostanza, caratterizzato da una grande cura per il suono e con un approccio alla melodia molto personale.
Da segnalare anche il ritorno di Andrew Bird che si lascia contagiare dalla moda della doppia pubblicazione annuale. Dopo Break It Yourself di marzo, eccolo di nuovo con questo Hands of Glory. Il multistrumentista di Chicago questa volta si affaccia sulla tradizione country-folk come mai prima. Naturalmente lo fa in maniera personale e il risultato è ancora una volta convincente.

Playlist martedì 20 novembre 2012

GoatWorld Music (Stranded)
“Goatman”
Egyptian Hip HopGood Don’t Sleep (R&S)
“Alalon”
Sufjan StevensSilver & Gold (Asthmatic Kitty)
“Christmas In The Room”
Andrew BirdHands of Glory (Mom & Pop)
“Three White Horses”
Dinosaur Jr.I Bet On Sky (Jagjaguwar)
“Rode”
The BabiesOur House On The Hill (Woodsist)
“Moonlight Mile”
Bob Corn & Matteo UggeriFields of Corn (autoprodotto)
“Call Me My Name”
ComaneciUH! (Madcap)
“The Easiest Way”
Julie DoironSo Many Days (Aporia)
“Can’t Take It No More”

Egyptian Hip Hop – “Alalon”

Sufjan Stevens – Silver & Gold (Asthmatic Kitty)

Sufjan StevensCaro Sufjan Stevens,
certe volte proprio non ti seguo. Io capisco che tu sei l’artista, il genio, e giustamente mi sta benissimo che fai qualunque cosa ti passi per la testa. Detto questo, Sufjan, ma c’era veramente bisogno di produrre un altro cofanetto dedicato al natale? Non era abbastanza completo quello del 2006? Non erano abbastanza quelle 42 (dico: quarantadue) canzoni natalizie? C’era veramente bisogno di ammannirci adesso l’ennesima versione di “Silent Night” e “Santa Claus is Coming To Town”?
Qualcuno potrebbe pensare ad un’operazione commerciale ma io so che non è così. Il Natale per te è qualcosa di importante e del resto un album con 58 (dico: cinquantotto) canzoni natalizie è veramente troppo per poter diventare un best seller di qualunque categoria. E allora, perché mi devi costringere a sciropparmi tutta ‘sta melassa natalizia? Lo so, tu dirai:
Chi te lo fa fare? Non ascoltarmi! Ma in fondo tu lo sai benissimo che il fan non ragiona così e che alla fine me lo comprerò pure ‘sto Silver & Gold, eppoi ascolto dopo ascolto capiterà pure che troverò una chicca come “Christmas in The Room” che alle mie orecchie giustificherà tutte le “Jingle Bells” e i deliri elettronicheggianti che ci hai ficcato dentro.
Ma se proprio dovevi seguire un progetto così assurdo, non era meglio portare a termine quello di realizzare un album per ognuno dei 50 stati degli Stati Uniti? E lo so che tu adesso dirai:
Che palle ‘sta storia degli States non l’avessi mai detta… Però, caro Sufjan, se in pochi anni sei riuscito a scrivere o a riscrivere un centinaio di canzoni natalizie secondo me ce la facevi, altroché.

Buon Natale