Puntata #62!

Coma Cinema - Posthumous ReleaseNon so a voi, ma a me il nome di Coma Cinema era de tutto ignoto. Ancor meno mi diceva quello di Mat Cochran, l’autore che l’ha scelto per pubblicare i suoi dischi. Eppure questo Posthumous Release è il suo terzo album e mette in luce delle qualità incontestabili. Si tratta di cantautorato ispirato, in bilico tra pop e folk, con espliciti riferimenti ad un panorama melodico ancorato saldamente agli anni ’90. Le canzoni, sussurrate e sofferte, si tingono spesso di soffusa psichedelia dalle atmosfere morbose e disperate, ma senza rinunciare ad un tocco di leggerezza che spiazza e invita ad ascolti ripetuti. Sul suo bandcamp l’album è ancora disponibile ad offerta libera (vale anche 0). Buona estate all’inferno.

Playlist martedì 9 luglio 2013

Coma Cinema Posthumous Release (Spoon & Fork)
“Satan Made A Mansion”
Jackson Scott Melbourne (Fat Possum)
“That Awful Sound”
Dirty Beaches Drifters/Love is The Devil (Zoo Music)
“Elli”
Anika Anika Ep (Stones Throw)
“In The City”
Airhead For Years (R&S)
“Callow”
Lemuria The Distance Is So Big (Bridge 9)
“Brilliant Dancer”
Jagwar Ma Howlin’ (Marathon Artists)
“Man I Need”
Austra Olympia (Domino)
“Forgive Me”
Young GalaxyUltramarine (Paper Bag)
“New Summer”
TuungTurbines (Full Time Hobby)
“By This”

Puntata #60!

These New Puritans - Field of ReedsDiciamo pure che ne abbiamo dimenticato più di qualcuno, ma la playlist di questa ultima puntata più che una classifica dei nostri dischi preferiti di questa prima metà del 2013, è stata anche un modo per fare un po’ il punto della situazione sull’annata musicale in corso. Ovviamente a condizionare le nostre scelte è stato anche il tempo, limitato, a disposizione, però nel complesso diciamo che a parte qualche svista (Kurt Vile, Low, Yo La Tengo, Boduf Songs e… continuate voi se volete), l’elenco qui sotto è abbastanza rappresentativo dei dischi che ci sono piaciuti di più fino a questo momento.
La copertina la riserviamo invece ai These New Puritans, di cui i più esigenti (e snob) diranno che questo nuovo Field Of Reeds è pretenzioso e stucchevole. Per quanto mi riguarda è invece una delle uscite più interessanti e audaci di questo 2013. Potevano continuare a cercare l’affermazione definitiva continuando a fare quel che sapevano fare benissimo e invece hanno voluto cambiare totalmente spiazzando tutti. Esperimento riuscito a metà? Forse, ma vivadio c’è ancora qualcuno che ha voglia di osare.

Playlist martedì 18 giugno 2013

James Blake Overgrown (Polydor)
“Take A Fall For Me (ft. RZA)”
Ghostpoet Some Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Meltdown (ft. Woodpecker Wooliams)”
Flume s/t (Transgressive)
“Insane”
Deerhunter Monomania (4AD)
“T. H. M.”
White Fence – Cyclops Reap (Castle Face)
“Pink Gorilla”
Thee Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face)
“Toe Cutter/Thumb Buster”
Iceage You`re Nothing (Matador)
“Everything Drifts”
Brazos Saltwater (Dead Oceans)
“How The Ranks Was Wone”
Colin Stetson New History Warfare Vol. 3: To See More Light (Constellation)
“Haunted”
These New Puritans Field of Reeds (Infectious)
“Fragment Two”

Puntata #58!

Mount Kimbie - Cold Spring Fault Less YouthMentre in casa Warp i riflettori sono (giustamente) puntati sul ritorno dei Boards Of Canada, i Mount Kimbie hanno fatto uscire il seguito del fortunato Crooks & Love (2010). All’epoca i due giovani inglesi mi sembravano gli interpreti più credibili di un approccio che sapesse utilizzare stilemi e suggestioni dubstep in una chiave più leggera e solare, diciamo pure “pop”, se volete. Il nuovo Cold Spring Fault Less Youth in realtà si è spinto oltre ed è una bella sorpresa, soprattutto perché dà l’impressione di essere frutto di una libertà espressiva totale e senza calcoli. Vi si trova dentro un po’ di tutto, dall’r’nb all’idm, passando inevitabilmente attraverso il dubstep, dosato con grande equilibrio e gusto. Alla fine, non capisco bene perché, il tutto finisce a volte per suonare molto trip-hop.
I due brani cantati da King Krule sono da brividi, ma io ormai sono totalmente posseduto dalla voce sgraziata di questo ragazzetto lentigginoso.

Mount Kimbie – “You Took Your Time (ft. King Krule)”

Playlist martedì 4 giugno 2013

Mount Kimbie Cold Spring Fault Less Youth (Warp)
“You Took Your Time (ft. King Krule)”
Tuung Turbines (Full Time Hobby)
“So Far From Here” [free download]
Kisses Kids In L.A. (Splendour)
“The Hardest Part”
Appaloosa VV. AA. After Dark 2 (Italians Do It Better)
“Fill The Blanks”
Foxygen No Destruction b/w Where’s The Money? (Jagjaguwar)
“Where’s The Money”
Fuzz Sleigh Ride b/w You Won’t See Me (In The Red)
“Sleigh Ride”
Mikhael Paskalev What’s Life Without Losers (Universal)
“I Spy”
Case Studies This is Another Life (Sacred Bones)
“Driving East, And Through Her”
The Pastels Slow Summits (Domino)
“Check My Heart”

The Black Angels – Don’t Play With Guns (video)

The Black Angels - Indigo MeadowMi sono imbattuto in questo video dei Black Angels casualmente, subito dopo aver guardato il video di “People of The Sticks” dei Besnard Lakes. Son rimasto sorpreso perché, per quanto le due band propongano un approccio alla psichedelia molto diverso, i due video invece hanno molto in comune dal punto di vista estetico. In entrambi c’è un pizzico di ironia ma, cosa più interessante, in entrambi si ripropone il tema dell’alterazione delle percezioni tramite droghe in contesti inusuali e ben distanti dal consueto immaginario hippie. Vale la pena vederli entrambi e in rapida successione.
Per quanto riguada Indigo Meadow, il nuovo album della band texana, mi limito a dire che può piacere o non piacere per le stesse identiche ragioni. Si tratta, ancora una volta, di psichedelia garage da manuale, dove le dilatazioni più liserguche del passato sono contenute a favore di un approccio più muscolare e diretto. Sono bravissimi, direi perfetti. Se però siete in cerca di originalità (buona fortuna), naturalmente, questo disco non fa per voi.


Puntata #57!

Bombino - NomadL’attenzione che si è risvegliata nei confronti dei suoni esotici è uno dei fenomeni più interessanti che ha colpito il mondo musicale negli ultimi anni. La nuova irruzione di suggestioni e ritimiche africane che ormai da un po’ sta cambiando il volto del pop-rock occidentale sembra adesso prendere una direzione inversa. A quanto pare, adesso sono i musicisti africani che cercano i produttori occidentali per adattare il proprio suono ai gusti di mercati più appetibili. È quanto è successo a Bombino, chitarrista tuareg che per il nuovo Nomad ha deciso di avvalersi della produzione di Dan Auerbach dei Black Keys, e a Rokia Traoré, cantante e musicista del Mali che si è rivolta a John Parish per il suo Beautiful Africa. Al di là dei calcoli e delle strategie di marketing del caso, il risultato è ottimo in entrambi i casi (la mia predilezione va però a Rokia, confesso). Per chi vuole approfondire, un bell’articolo con doppia intervista ad entrambi i musicisti si può reperire su Rumore di maggio.

Playlist martedì 28 maggio 2013

Bombino Nomad (Nonesuch)
“Amidinine”
Rokia Traoré Beautiful Africa (Nonesuch)
“Lalla”
Wild Nothing Empty Estate (Captured Tracks)
“Ocean Repeating (Big Eyed Girl)”
The National Troubles Will Find Me (4AD)
“Sea Of Love”
Office Of Future Plans – 7″ Split/Daria (Lovitt)
“Solipsist”
The Growlers Hung At Heart (Fat Cat)
“Salt On A Slug”
Dark Dark Dark What I Needed (Melodic)
“What I Needed”
The Cave Singers Naomi (Jagjaguwar)
“Have To Pretend”
Pure X Crawling Up The Stairs (Acéphale)
“Someone Else”
Majical Cloudz Impersonator (Matador)
“This Is Magic”

Sante Parole: Stephen McRobbie (The Pastels)

The PastelsWhen we started there was a ‘cassette culture’ and a network of cassette-trading and fanzines and you got your music out like that. Now, it is just different means of dissemination but it is still about networks and trying to reach people. It’s more structured now but there is so much music out there and a much smaller market. People are really, really sophisticated nowadays – they can hear something and check it out immediately. When we were young trying to find a record could take so long. You’d read about it and literally take years to find a copy. Now, there are these kids who have heard everything. New groups will have the most sophisticated influences you can imagine. Sometimes it can be a bit doughnut-like – they know all the interesting peripheral stuff but they’ve never heard The Beatles.

Stephen “Pastel” McRobbie a tutto campo in una lunga e bella intevista su The Quietus, per presentare Slow Summits il nuovo album dei Pastels.

Scout Niblett – It’s Up To Emma (Drag City)

Scout Niblett - It's Up To EmmaSe ci fosse una classifica dei musicisti più scandalosamente sottovalutati degli ultimi dieci anni, la cara Scout sicuramente meriterebbe una piazza. I suoi album sono per lo più recensiti bene, eppure sembra proprio che nonostante la cerchia degli accoliti che la seguono (tra cui naturalmente mi annovero), un riconoscimento più ampio e generalizzato resti sempre un passo oltre. It’s Up To Emma, il nuovo album, non cambierà di molto le cose. Abbandonato Steve Albini dopo anni di collaborazione, Emma (che è il vero nome di Scout) fa da se ma di fatto non abbandona la spigolosità delle chitarre e la ruvidità secca di quei colpi di batteria che da sempre accompagnano la sua voce. Scout Niblett continua a muoversi nel solco tracciato da PJ Harvey tanti anni fa, e lo fa con una credibilità e un’intensità che a momenti lasciano senza fiato.

Qualche post fa si parlava proprio di prove di dialogo tra r’n’b/soul nero e folk/indie bianco. Mi si passi la banalizzazione a colori. Questa cover che non ti aspetti penso si possa inserire tranquillamente all’interno del quadro. Cover dell’anno?

Scout Niblett – “No Scrubs”