Frank Ocean – Channel Orange (Def Jam)

Frank Ocean - Channel OrangeNe parlano tutti benissimo, giustamente. Channel Orange vi riconcilia con la black music al primo ascolto. Sempre che abbiate bisogno di essere riconciliati, beninteso. Io un po’ sì, dal momento che l’r’n’b oggi suona spesso troppo leccato per i miei gusti, e l’hiphop è sempre troppo ostaggio di troie e cocaina per non venirmi a noia dopo un po’ (ammetto che ci son dei nomi che ascolto molto volentieri, però). In ogni caso, questo è un disco che va ascoltato anche se, come me, non frequentate troppo i generi (al plurale, sì, perché qui c’è tutta la musica nera). Frank Ocean l’ho scoperto con questo disco, con un ritardo che, considerati i successi che ha firmato anche per altri artisti, veramente non ha giustificazioni.
Il fatto poi che abbia recentemente parlato della propria omosessualità, me lo fa stare ancora più simpatico. Ha coraggio il ragazzo, oltre che genio, per fare simili ammissioni in quello che è propbabilmente l’ambiente più omofobo della cultura contemporanea. Non sarà magari un coming out, ma già parlare di sè in questi termini aiuta a muovere le cose, come si può constatare già dalla reazione di Tyler The Creator, collaboratore amico di Frank e noto per i suoi versi omofobi. Son convinto che d’ora in poi più di qualche rapper comincerà a pensarci un attimo prima di lasciarsi andare ad insulti gratuiti all’indirizzo degli omosessuali.

Frank Ocean – “Pyramids”

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Jeans Wilder – Totally (Everloving)

Jeans Wilder - TotallyAndrew Caddick fa musica da spiaggia. Il suo suono suggerisce il caldo e sembra generato da quel torpore tipicamente indotto dall’accanimento del sole. Non ci si aspetta niente di meno da un californiano, del resto. Il fatto è, piuttosto, che ascoltando l’ultima fatica di Jeans Wilder, si ha l’impressione che lui, la spiaggia, la veda veramente con i colori sparati della copertina. Che ciò sia uno scherzo del sole di San Diego o il semplice effetto delle sue abitudini (il video di “Blue Dream” è piuttosto esplicito in questo senso…) poco importa. Totally è un piccolo capolavoro di equilibrio, dove le melodie delle sue canzoni scintillano tra il torbido di arrangiamenti troppo pigri anche solo per essere definiti lo-fi. Psichedelia pop, soffusa, tenue ma di grande personalità. Un po’ alla maniera dei Deerhunter quando si abbandonano alle ninna-nanne.

Jeans Wilder – “Spanish Tile”

Lemonade – Diver (True Panther)

Lemonade - DiverÈ innegabile la capacità di corrompere della Grande Mela. I Lemonade erano di San Francisco e si dedicavano ad un’elettronica dance piuttosto diretta e senza fronzoli. L’esordio omonimo del 2008 metteva in bella mostra cassa dritta a base di groove funky, acidi e percussivi, quando il trio decide di trasferirsi a New York… passa qualche anno ed eccoli con Diver: ritmi spezzati, tastiere anni ’80 e cantatini ammiccanti e appiccicosi. Meglio prima o dopo il trasloco? Lascio la domanda aperta ma una mention come disco dell’estate è meritatissima.

Sean Bones – Buzzards Boy (Frenchkiss)

Sean Bones - Buzzards BoySe si dice album “frou frou” subito uno pensa ad una cosa inascoltabile che si presenta al mondo musicale solo a riempire spazio nello scaffale del shop online di fiducia. Invece questo disco rappresenta perfettamente il termine “frou frou”: solare, scanzonato, ebete, perfetto come un mojito per quest’estate! Sean Bones non è nuovo alla produzione e già nel precedente Rings, debutto su Frenchkiss, aveva tentato di amalgamare con successo un buon pizzico di indie rock con una shackerata di reggae e rockstedy. La formula sul nuovo Buzzards Boy è la stessa, concedendo qualche apertura sixties in più, come sul singolo “Here Now”, e qualche tempo in levare in meno ma comunque “abbronzante”! Da segnalare inoltre, a confermare questa vena scanzonata, è la produzione di un lungometraggio in cui Sean partecipa assieme ad altri noti ceffi della scena di Brooklyn, Suckers, Yeasayer, al viaggio emozionale e lisergico del protagonista, Sean, partito da NY e perso nei meandri della Jamaica più vera. “Wha do dem” da vedere!!!

Puntata #13!

Superchunk - This SummerPer quanto in questo momento molti la stiano maledicendo, l’estate è arrivata e l’ha fatto tutto di un botto. Cercare i possibili dischi dell’estate è una delle piccole incofessabili deviazioni che spesso coglie il maniaco/appassionato di musica. Un po’ come la serietà estrema che non ci si può negare al momento della compilazione della classifica di fine anno. Si uniscono alla causa anche i Superchunk, che confezionano un 7″ all’uopo e con una b-side che riprende addirittura una canzone di Bananarama. Scherzi del caldo. Tra le anticipazioni proposte questa settimana suscita grandi aspettative la collaborazione tra David Byrne e St. Vincent e fa ben sperare il brano “concesso” da Cat Power.

Playlist 19 giugno 2012

David Byrne & St. VincentLove This Giant (4AD)
“Who” [free download!]
LiarsWIXIW (Mute)
“A Ring On Every Finger”
The Tallest Man On Earth There’s No Leaving Now (Dead Oceans)
“1904”
SuperchunkThis Summer b/w Cruel Summer (Merge, 7″)
“A Ring On Every Finger”
The WalkmenHeaven (Fat Possum)
“The Love You Love”
Cat PowerSun (Matador)
“Ruin” [free download!]
Advance BaseA Shut-In’s Prayer (Tomlab)
“New Gospel”
ExitmusicPassage (Secretly Canadian)
“White Noise”
PoolsidePacific Standard Time (Different)
“Slow Down” [free download!]

Superchunk – “This Summer”

Dent May – Do Things (Paw Tracks)

Dent May - Do ThingsLa verità è che avevo una voglia matta di inaugurare la categoria “disco estate” e a fagiuolo mi casca questo giovane che ha ascoltato tanto i Beach Boys e troppo gli Animal Collective (l’etichetta ne è la logica conseguenza). Dent May è il suo nome vero, viene dal Mississipi e Do Things è un album coloratissimo e pieno di canzoni pop dall’allegria contagiosa. L’attitudine è sbarazzina e frivola ma la produzione è impeccabile, e il suo talento è innegabile e ugualmente evidente sia sul piano melodico che su quello ritmico. Nell’attesa che evolva verso formule più personali, vale la pena portarselo in vacanza senza esitazioni.

Dent May – “Home Groan”