Boduf Songs – Burnt Up On Re-Entry (Southern)

Boduf Songs - Burnt Up On Re-EntryMi è sempre difficile parlare di Boduf Songs. Sono un fan della prima ora e mi piace in tutte le salse, e dunque temo che le mie armi critiche siano un po’ spuntate. Sicuramente si può dire (e forse l’ho già detto) che si tratta di uno dei casi più scandalosi di sottovalutazione degli ultimi 15 anni. La stampa l’ha sempre trattato con sufficienza o, quando andava bene, con moderato entusiasmo. A memoria direi che non è mai finito nella playlist di fine anno di nessuno (a parte me). Un po’, ammettiamo, è anche colpa sua, visto che si concede talmente poco che potrebbe essere tranquillamento infilato ad honorem tra gli isolazionisti più intransigenti. Resta il fatto che Matt Sweet continua a pubblicare album superlativi nell’indifferenza (quasi) generale. Non fa eccezione questo nuovo Burnt Up On Re-Entry, che ridefinisce il suono di Boduf Songs senza tradirne l’identità. La novità sta in un più ampio ricorso alle chitarre distorte che in alcuni episodi diventano quasi metalliche (l’effetto ricorda i God Machine), e un utilizzo più sfrontato dell’elettronica (si ascolti “Long Divider” o “Vermin, Rend Thy Garments” dove si immagina facilmente la voce di Thom York). Non mancano poi i consueti momenti più intimi in bilico tra acustica e drones (“Song To Keep Me Still” fa pensare addirittura a Elliott Smith, qui lo splendido video).
Ovviamente impera incontrasta l’oscurità. Tra i solchi dell’album non filtra un filo di luce, né di speranza. Per dirla con lui: Everyone Will Let You Down in the End. Amen.

Boduf Songs – “Long Divider”

Best of 2012, #11: Mount Eerie – Clear Moon/Ocean Roar

The loud breath of surf / Exhaling and constant / Sleeping on the wet ground / In a dream I swim

Mount Eerie - Clear MoonMount Eerie - Ocean Roar

Doppia uscita per Phil Elverum quest’anno, due dischi usciti a distanza di qualche mese ma registrati nella stessa sessione di studio, dove il secondo (Ocean Roar) non è da considerare un’appendice del primo (Clear Moon). Sono due dischi gemelli che conservano un’identità propria.

Windy & Carl – We Will Always Be (Kranky)

Windy & Carl - We Will Always BeÈ uscito a febbraio ma vale la pena recuperarlo adesso. Saranno i colori e l’immagine di copertina o sarà più semplicemente il loro suono, resta il fatto che questa nuova fatica di Windy & Carl, la prima in tre anni, si presta perfettamente ad essere ascoltata, meditata, in queste serate di estate, quando più si fa sentire il bisogno di ferie e il caldo del giorno molla la sua presa soffocante. Introduce bene all’ascolto il brano d’apertura, “For Rosa” che, acustico e cantautorale, dà fiducia a chi si addentra nel consueto labirinto di dilatazioni e riverberi stratificati. Spaziale, intenso, etereo, We Will Always Be suona semplice e vero come il titolo che porta: una promessa che sembra in grado di esser mantenuta. O almeno vien voglia di crederci.

Windy & Carl – “Remember”