Puntata #46!

Phopshorescent - MuchachoIl ritorno di Phosphorescent rincuora. Al di là del fatto che mancava da un po’, fa piacere constatare che Matthew Houck ha riscoperto la voglia di osare un po’, dopo il recente ripiegamento verso la tradizione di To Willie (2009, addirittura un tributo a Willie Nelson) e Here’s To Taking It Easy (2010). Alla fine, questo nuovo Muchacho è meno audace di ciò che autorizza a pensare il singolo “Song For Zula” con i suoi orpelli pigramente elettronicheggianti in odore di Bon Iver, ma almeno segna un ritorno più deciso verso quel country gospel corale e dilatato che ne costituiva la cifra stilistica. In questo senso osa sicuramente di più John Grant che con Pale Green Ghost si lascia alle spalle con gesto inequivocabile il Texas e i Midlake, per scoprire il fascino dell’Islanda e del suono algido dei sintetizzatori. Biggo Veira dei Gus Gus lo asseconda e produce con mano pesante un album che lascerà perplessi gli estimatori di Queen Of Denmark (2011). Dategli comunque una chance, perché il disco cresce con gli ascolti e lui dimostra di avere sempre la stoffa del fuoriclasse.

Phosphorescent – “Song For Zula”

Playlist martedì 12 marzo 2013

Phosphorescent Muchacho (Dead Oceans)
“Song For Zula”
John Grant Pale Green Ghost (Bella Union)
“Pale Green Ghost”
Parenthetical Girls Privilege (Abridged) (Marriage)
“Careful Who You Dance With”
Rhye Woman (Innovative Leisure)
“Open”
Youth Lagoon Wondrous Bughouse (Fat Possum)
“Pelican Man”
The Men New Moon (Sacred Bones)
“Electric”
Black Bug Reflecting The Light (Hozac)
“You Scream”
Waxahatchee Cerulean Salt (Don Giovanni)
“Brother Bryan”
Thao & The Get Down Stay Down We The Common (Ribbon Music)
“Move”
Torres s/t (autoprodotto)
“Honey
Feeding People Island Universe (Innovative Leisure)
“Closer”

Sante Parole: Thao Nguyen

Thao Nguyen I think I’m more effective as an activist if I stay in music, to be honest. Music, the way it reaches people and transcends divisions, is a really effective and powerful forum. You know, the first song on the record is about Valerie Bolden, this woman I visited in state prison. So, instead of talking about how old I was when I first started playing guitar, I could talk about her, and about the California Coalition for Women Prisoners.

Thao Nguyen a tutto campo in questa bella intervista. Il suo nuovo album, We The Common, è da poco stato pubblicato via Ribbon Music. Dedicato a tutte le lettrici.

Thao & The Get Down Stay Down – “We The Common (For Valerie Bolden)”

Boduf Songs – Burnt Up On Re-Entry (Southern)

Boduf Songs - Burnt Up On Re-EntryMi è sempre difficile parlare di Boduf Songs. Sono un fan della prima ora e mi piace in tutte le salse, e dunque temo che le mie armi critiche siano un po’ spuntate. Sicuramente si può dire (e forse l’ho già detto) che si tratta di uno dei casi più scandalosi di sottovalutazione degli ultimi 15 anni. La stampa l’ha sempre trattato con sufficienza o, quando andava bene, con moderato entusiasmo. A memoria direi che non è mai finito nella playlist di fine anno di nessuno (a parte me). Un po’, ammettiamo, è anche colpa sua, visto che si concede talmente poco che potrebbe essere tranquillamento infilato ad honorem tra gli isolazionisti più intransigenti. Resta il fatto che Matt Sweet continua a pubblicare album superlativi nell’indifferenza (quasi) generale. Non fa eccezione questo nuovo Burnt Up On Re-Entry, che ridefinisce il suono di Boduf Songs senza tradirne l’identità. La novità sta in un più ampio ricorso alle chitarre distorte che in alcuni episodi diventano quasi metalliche (l’effetto ricorda i God Machine), e un utilizzo più sfrontato dell’elettronica (si ascolti “Long Divider” o “Vermin, Rend Thy Garments” dove si immagina facilmente la voce di Thom York). Non mancano poi i consueti momenti più intimi in bilico tra acustica e drones (“Song To Keep Me Still” fa pensare addirittura a Elliott Smith, qui lo splendido video).
Ovviamente impera incontrasta l’oscurità. Tra i solchi dell’album non filtra un filo di luce, né di speranza. Per dirla con lui: Everyone Will Let You Down in the End. Amen.

Boduf Songs – “Long Divider”

Best of 2012, #11: Mount Eerie – Clear Moon/Ocean Roar

The loud breath of surf / Exhaling and constant / Sleeping on the wet ground / In a dream I swim

Mount Eerie - Clear MoonMount Eerie - Ocean Roar

Doppia uscita per Phil Elverum quest’anno, due dischi usciti a distanza di qualche mese ma registrati nella stessa sessione di studio, dove il secondo (Ocean Roar) non è da considerare un’appendice del primo (Clear Moon). Sono due dischi gemelli che conservano un’identità propria.

Best of 2012, #16: M. Ward – A Wasteland Companion

She’s a primitive girl. She says it herself. / She cuts to the chase, yeah like nobody else. / If you say “how you doin’?” She’ll say “I’m doin’ well” / She’s a primitive girl. She says it herself.M. Ward - A Wasteland Companion

“Primitive Girl” di M. Ward, dall’album A Wasteland Companion pubblicato il 10 aprile via Merge.

Puntata #33!

Jessica PrattTra le tante chanteuses che abbiamo (ri)pescato in queste ultime puntate, Jessica Pratt è sicuramente una delle più interessanti. Giovanissima, californiana, Jessica ha esordito in questi giorni con un album davvero notevole. Il suo è un folk che non concede nulla alla modernità, nessuna tentazione weird/freak trapela tra gli arpeggi essenziali della sua chitarra, così come la sua voce sembra venire da un tempo sospeso, molto lontano ma difficile da definire. L’ha scoperta Tim Presley (White Fence) che l’ha lanciata sulla sua neonata etichetta Birth. Un ascolto ammaliante.

Playlist martedì 27 novembre 2012

SwansThe Seer (Young God)
“Lunacy”
Cult of YouthLove Will Prevail (Sacred Bones)
“Golden Age”
The Soft MoonZeros (Captured Tracks)
“Die Life”
Raymond Byron & The White FreighterLittle Death Shaker (Asthmatic Kitty)
“Whippoorwill”
Parquet CourtsLight Up Gold (Dull Tools)
“Borrowed Time”
Django Djangos/t (Because)
“Storm”
Jessica Pratts/t (Birth)
“Hollywood”
Josephine FosterBlood Rushing (Fire)
“Child of God”
Simone White Silver Silver (Honest Jon’s)
“What The Devil Brings”

Jessica Pratt – “Hollywood”