Puntata #59!

Eleanor Friedberger - Personal RecordAlla fine par di poter dire che dalla conclusione (momentanea?) del progetto The Fiery Furnaces ne è uscita meglio Eleanor. Entrambi geniali propugnatori di una genuina ricerca sul suono e sugli arrangiamenti in ambito pop-rock, i fratelli Friedberger sembrano aver preso con decisione i due sentieri che hanno accompagnato parallelamente la loro esperienza musicale comune. E così mentre Matthew si dedicava a coltivare la parte più sperimentale del duo, Eleanor Friedberger si è consacrata a portare avanti quella più pop, senza rinunciare a quel tocco e a quella visione da musicista “studiata” che pure le appartiene. Personal Record è in questo senso un album messo a fuoco perfettamente, dove le canzoni lasciano sempre una sensazione di leggerezza e semplicità pur presentandosi, senza nascondersi, con arrangiamenti obliqui e strutture mai banali. Bravissima.

Playlist martedì 11 giugno 2013

Eleanor Friedberger Personal Record (Merge)
“When I Knew”
Brazos Saltwater (Dead Oceans)
“Charm”
Sean Nicholas Savage Other Life (Arbutus)
“She Looks Like You”
Majical Cloudz Impersonator (Matador)
“Childhood’s End”
Bass Drum Of Death 2013 (Innovative Leisure)
“Shattered Me”
The Growlers Hung At Heart (Fat Cat)
“Naked Kids”
Cocorosie Tales of a Grass Widow (City Slang)
“After The Afterlife”
Thundercat Apocalypse (Brainfeeder)
“Special Stage”
Boards Of Canada Tomorrow’s Harvest (Warp)
“Come To Dust”
Jon Hopkins Immunity (Domino)
“We Disappear”

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Sante Parole: Stephen McRobbie (The Pastels)

The PastelsWhen we started there was a ‘cassette culture’ and a network of cassette-trading and fanzines and you got your music out like that. Now, it is just different means of dissemination but it is still about networks and trying to reach people. It’s more structured now but there is so much music out there and a much smaller market. People are really, really sophisticated nowadays – they can hear something and check it out immediately. When we were young trying to find a record could take so long. You’d read about it and literally take years to find a copy. Now, there are these kids who have heard everything. New groups will have the most sophisticated influences you can imagine. Sometimes it can be a bit doughnut-like – they know all the interesting peripheral stuff but they’ve never heard The Beatles.

Stephen “Pastel” McRobbie a tutto campo in una lunga e bella intevista su The Quietus, per presentare Slow Summits il nuovo album dei Pastels.

Puntata #56!

Sam Amidon - Bright Sunny SouthQuesto ragazzo del Vermont è dotato di una di quello voci che sono, letteralmente, in grado di possedermi. Una chitarra e un banjo, con la sua voce, sono sufficienti. Per questo nuovo Bright Sunny South, il primo per un’etichetta importante (Nonesuch), Sam Amidon si è lasciato andare ad arrangiamenti più complessi, ma senza rinunciare alla sua vocazione all’essenzialità. Per fortuna. A tratti fa capolino qualche divagazione discretamente jazzata o qualche crescendo orchestrale, ma ciò che resta in primo piano è sempre la sua voce con le sue melodie magicamente in bilico tra folk e soul. Un equilibrio precario e perfetto che viene idealmente bissato dalle atmosfere evocate, tutte giocate tra una malinconia profonda eppure in qualche modo scintillante, consolatoria.

Sam Amidon – “My Old Friend”

Playlist martedì 21 maggio 2013

Sam Amidon Bright Sunny South (Nonesuch)
“My Old Friend”
Sigur Rós Kveikur (XL)
“Ísjaki”
Múm Toothwheels (A Number of Small Things)
“Toothwheels”
Daft Punk Random Access Memories (Columbia)
“Doin’ It Right (ft. Panda Bear)”
Marnie Stern The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)
“Noonan”
Tijuana Panthers Semi-Sweet (Innovative Leisure)
“Wall Walker”
Dirty Beaches Drifters/Love is The Devil (Zoo Music)
“I Dream In Neon”
Vampire Weekend Modern Vampires of The City (XL)
“Ya Hey”
GhostpoetSome Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Plastic Bag Brain”

Marnie Stern – The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)

Marnie Stern -  The Chronicles of MarniaNon ho mai visto dal vivo Marnie Stern ed è un grosso rammarico. Non sono mai stato un fan dei tecnicismi, ma già solo immaginare cosa può combinare questa ragazza su un palcoscenico è sufficiente ad accendere la mia fantasia. La cosa divertente è che Marnie applica il suo tapping estremo a un suono e a una formula che, per sostanza e attitudine, rimane indubitabilmente punk. Il contrasto è totale e funziona proprio per questo, anche perché fortunatamente non le manca una buona dose di ironia. Il nuovo album è meno ruvido dei precedenti e ha il merito di mettere in luce anche il suo spiccato talento per la melodia. Per la verità si intuiva anche prima, in The Chronicles of Marnia è però particolarmente evidente.
Da segnalare anche il cambio di guardia alla batteria. Con Zach Hill ormai catturato stabilmente dai Death Grips, tocca a Kid Millions degli Oneida assecondare il sacro furore della ragazza newyorkese, per la serie: se non picchiano non li vogliamo.

Puntata #54 e #55!

Deerhunter - Monomania

Ci siamo persi la playlist della puntata #54, c’erano i !!! (chk chk chk), i SUUNS, i Cayucas, gli Akron/Family e altri ancora. Ma soprattutto c’erano i Deerhunter, con cui abbiamo voluto cominciare anche l’ultima puntata. La band di Atlanta non sbaglia un colpo e, se si considera che i vari e prolifici progetti personali di Bradford Cox (Atlas Sound ) e Lockett Pundt (Lotus Plaza) hanno sempre prodotto album di buon livello, si può dire che siano ormai un caso a se stante all’interno del panorama internazionale. I Deerhunter colpiscono per la loro capacità di suonare classici e senza tempo, con atmosfere e melodie che possono richiamare indifferentemente Bowie e i Sonic Youth, rimanendo però sempre riconoscibili e personali. Ogni nuovo album ne definisce il suono in maniera nuova, spostando l’accento su elementi differenti, ma senza tradire quell’identità estetica e melodica che è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica. File Under: Nocturnal Garage, ammoniscono loro sulle note del bel packaging del vinile: la definizione non potrebbe essere migliore.

Playlist martedì 14 maggio 2013

Deerhunter Monomania (4AD)
“Dream Captain”
Vampire Weekend Modern Vampires of The City (XL)
“Unbelievers”
Milk Music Cruise Your Illusion (Fat Possum)
“Cruising With God”
Saturday Looks Good To Me One Kiss Ends It All (Polyvinyl)
“Break In”
Sonny & The Sunsets Antenna To The Afterworld (Polyvinyl)
“Palmreader”
She & Him Volume 3 (Merge)
“Never Wanted Your Love”
Hiss Golden Messenger – Haw (Paradise of Bachelors)
“Sufferer (Love My Conqueror)”
Flume s/t (Transgressive)
“Hold It On”
Ghostpoet Some Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Meltdown (ft. Woodpecker Wooliams)”
Low Holy Ghost (Sub Pop)
“Clarence White”

Puntata #52!

MGMT - Alien DaysGli MGMT sono un buon gruppo per illustrare certo snobismo che mi caratterizza. Li ho cordialmente detestati ai tempi del loro successo (e continuo tuttora a trovare piatto e patinato Oracular Spectacular, 2007), per poi trovarli ispirati e promettenti col successivo Congratulations (accolto con freddezza da fans e stampa). Il Record Store Day 2013 è ora l’occasione per ritrovarli con questa canzone, “Alien Days”, che sembra ripartire proprio da là, dove li avevamo lasciati: pop lisergico e orchestrale debitore a Beach Boys e Flaming Lips in ugual misura. Si spera bene per il futuro.
Sempre a proposito di Record Store Day, segnaliamo che il brano di apertura della compilation Sub Pop 1000, tirata in 2500 copie per la gioia dei fan dell’etichetta di Seattle, è affidata a una band italiana che non conoscevo. Si chiamano His Electro Blue Voice e il loro brano “Kidult” è una splendida cavalcata di 7 minuti in bilico tra suggestioni ’90 e accelerazioni space-rock. Ottimi.

Playlist martedì 23 aprile 2013

MGMT Alien Days (Columbia)
“Alien Days”
Kurt Vile Wakin On A Pretty Daze (Matador)
“Shame Chamber”
Iron & Wine Ghost On Ghost (4AD)
“The Desert Babbler”
Hiss Golden Messenger Haw (Paradise of Bachelors)
“Red Rose Nantahala”
His Electro Blue Voice AA.VV. Sub Pop 1000 (Sub Pop)
“Kidult”
Vondelpark Seabed (R&S)
“California Analog Dream”
Airhead For Years (R&S)
“Autumn”
Egyptian Hip Hop Tobago (R&S)
“Tobago”

MGMT – “Alien Days”

Videodreams – Can’t Be Wrong (video)

VideodreamsLi abbiamo avuti ospiti martedì scorso dove, in un’ora di trasmissione, c’hanno raccontato parecchie cose sul nuovo Shipwrecks da cui hanno anche suonato due brani live in acustico. Per chi si è perso la puntata e mi ha chiesto di rimediare, confermo che entro la settimana dovrei finalmente trovare il tempo di fare un piccolo editing della diretta e proporre un breve florilegio dei suoi momenti più interessanti. Nel frattempo i Videodreams hanno finalmente svelato il video, annunaciato, del primo singolo. A conferma, ancora una volta, che ai due fratelli di Tolmezzo non mancano le idee e sanno come realizzarle. Da guardare fino alla fine.