Best of 2012, #20: Woods – Bend Beyond

Don’t let ’em bring you down tonight, take a walk, hit the streets, you were in my arms this time, you know it feels so right.

Woods - Bend Beyond

“Is It Honest” da Bend Beyond dei Woods, pubblicato il 18 settembre via Woodsist.

Woods – Bend Beyond (Woodsist)

Woods - Bend BeyondDei Woods impressiona la qualità con cui continuano a riproporsi album dopo album. Senza avvertire troppo il bisogno di cambiamenti drastici e abbandonato il concetto di psichedelìa più lisergico e improvvisato dei loro esordi, la band di Brooklyn torna con una nuova raccolta di brani tra folk e pop, con qualche deviazione rock soffusamente psichedelico. Musica apparentemente leggera, di cui ci si innamora subito grazie alla sua spiccata dimensione melodica e di cui non ci si stanca grazie ad una rigorosa attenzione al suono. Il risultato finale probabilmente si addice più agli autunni di San Francisco che a quelli di New York, e del resto Bend Beyond induce un’innegabile sensazione di spaesamento anche temporale, con un suono così contemporaneo e così retrò al tempo stesso. Tra i migliori dell’anno, senza dubbio.

Woods – “Size Meets The Sound”

Liars – Brats (Video)

Il brano è di certo uno degli episodi più interessanti del nuovo WIXIW, dove i Liars si sbilanciano come mai prima su un panorama dance che sembra un terriotorio conteso tra Chemical Brothers e Matthew Dear. Tre minuti di tribalismi acidi rilanciati da questo splendido video animato morboso e inquietante. L’autore si chiama Ian Cheng.

Puntata #16!

Twin Shadow - ConfessCi pensa anche George Lewis Jr. ad ingrossare le fila dei “dischi belli con copertine brutte” di questo 2012. Dopo il contributo fondamentale di Dirty Projectors e Hospitality, ecco Confess con una copertina che pure Billy Idol (cit.) avrebbe avuto qualche perplessità una trentina di anni fa. In ogni caso Twin Shadow si riconferma con un ottimo album che, per quanto non sia un capolavoro, ha il merito di dimostrare che si può ancora citare gli anni ’80 (ed essere alla moda) con intelligenza. Basta aver qualcosa da dire e saper scrivere canzoni (pare facile detto così…). Per esempio non sono sicuro che sia il caso di altre band di area Brooklyn come DIIV e Violens.
Ieri a Sesto al Reghena ha suonato Perfume Genius. Il ragazzo ci sa fare, si sa, e può contare su almeno una mezza dozzina di brani killer. Tenete d’occhio il calendario di Sexto’nplugged 2012 che ne arrivano delle belle.

Playlist martedì 10 luglio 2012

Dirty ProjectorsSwing Lo Magellan (Domino)
“Gun Has No Trigger”
Delicate StevePositive Force (Luaka Bop)
“Positive Force”
Tame ImpalaLonerism (Modular)
“Apocalypse Dreams” [free download!]
Ariel Pink’s Haunted Graffiti Mature Themes (4AD)
“Only In My Dreams” [free download!]
ViolensTrue (Slumberland)
“All Night Low”
DIIVOshin (Captured Tracks)
“How Long Have You Known”
Twin ShadowConfess (4AD)
“Beg For The Night”
Purity RingShrines (4AD)
“Fineshrine” [free download!]
Perfume GeniusPut Your Back N 2 It (Matador)
“Hood”

Dirty Projectors – Swing Lo Magellan (Domino)

Dirty Projectors - Swing Lo MagellanMi accodo inevitabilmente al coro di giubilo e lo faccio volentieri. Quel capoccione di David Longstreth l’ha fatto di nuovo, e forse addirittura meglio. Lo devo ancora metabolizzare per benino, ma a spanne direi che che Swing Lo Magellan è il miglior album dei Dirty Projectors. Un po’ come i Beach House, anche la band di NY con il precedente album (Bitte Orca, 2009) sembrava aver portato a compimento una formula che sarebbe stato difficile riproporre senza annoiare. E invece la perfezione non esiste, è sempre un passo oltre e il buon Dave evidentemente non si è ancora stancato di inseguirla. Per fortuna.
Questa volta i Dirty Projectors tolgono sostanza agli arrangiamenti, meno chitarre, meno strumenti, e proprio grazie questa ricerca di essenzialità, a risaltare come mai prima è il loro genio compositivo, un’attitudine alla melodia incredibilmente capace di coniugare audacia e immediatezza. Un disco da top ten di fine anno, senza dubbio. Aspetto con curiosità le “risposte” di quegli altri geniacci di Grizzly Bear e di Animal Collective.

Dirty Projectors – “Gun Has No Trigger”

Matthew Dear – Beams (Ghostly International)

Matthew Dear - BeamsA quanto pare, l’estate si annuncia caldissima anche sul versante delle nuove pubblicazioni. Per fortuna. Imminente il nuovo Twin Shadow, in odore di santità il prossimo esordio dei Purity Ring, già incensato il nuovo Dirty Projectors, io in realtà mi frego già le mani per questo nuovo album di Matthew Dear in uscita a fine luglio. Se Beams (la copertina è qui a fianco) riuscirà a mantenere quanto promesso da “Her Fantasy”, il singolo che lo ha anticipato, il produttore americano potrebbe aver messo a segno il suo capolavoro. Lo citavamo a proposito del nuovo Liars e, sentendo questo nuovo brano, non stupisce che questo suono al tempo stesso sensuale, alienante, tribale e votato allo scuro possa aver influenzato il trio di NY.

Lemonade – Diver (True Panther)

Lemonade - DiverÈ innegabile la capacità di corrompere della Grande Mela. I Lemonade erano di San Francisco e si dedicavano ad un’elettronica dance piuttosto diretta e senza fronzoli. L’esordio omonimo del 2008 metteva in bella mostra cassa dritta a base di groove funky, acidi e percussivi, quando il trio decide di trasferirsi a New York… passa qualche anno ed eccoli con Diver: ritmi spezzati, tastiere anni ’80 e cantatini ammiccanti e appiccicosi. Meglio prima o dopo il trasloco? Lascio la domanda aperta ma una mention come disco dell’estate è meritatissima.