Frank Ocean – Channel Orange (Def Jam)

Frank Ocean - Channel OrangeNe parlano tutti benissimo, giustamente. Channel Orange vi riconcilia con la black music al primo ascolto. Sempre che abbiate bisogno di essere riconciliati, beninteso. Io un po’ sì, dal momento che l’r’n’b oggi suona spesso troppo leccato per i miei gusti, e l’hiphop è sempre troppo ostaggio di troie e cocaina per non venirmi a noia dopo un po’ (ammetto che ci son dei nomi che ascolto molto volentieri, però). In ogni caso, questo è un disco che va ascoltato anche se, come me, non frequentate troppo i generi (al plurale, sì, perché qui c’è tutta la musica nera). Frank Ocean l’ho scoperto con questo disco, con un ritardo che, considerati i successi che ha firmato anche per altri artisti, veramente non ha giustificazioni.
Il fatto poi che abbia recentemente parlato della propria omosessualità, me lo fa stare ancora più simpatico. Ha coraggio il ragazzo, oltre che genio, per fare simili ammissioni in quello che è propbabilmente l’ambiente più omofobo della cultura contemporanea. Non sarà magari un coming out, ma già parlare di sè in questi termini aiuta a muovere le cose, come si può constatare già dalla reazione di Tyler The Creator, collaboratore amico di Frank e noto per i suoi versi omofobi. Son convinto che d’ora in poi più di qualche rapper comincerà a pensarci un attimo prima di lasciarsi andare ad insulti gratuiti all’indirizzo degli omosessuali.

Frank Ocean – “Pyramids”

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You don’t own anything when you buy a download

2012Dopo la sbornia nordamericana, mi risveglio a Udine dove da qualche anno non esiste più un negozio di dischi indipendenti. Voi direte che “è Udine” e io vi risponderò che no, la mia piccola città di provincia a dispetto delle sue dimensioni in passato ha potuto contare su negozi incredibilmente forniti. In ogni caso oggi è il Record Store Day e io farò il mio dovere, sia pur senza l’eccitazione e la bramosia degli ultimi anni. Sulla sopravvivenza del vinile non ho dubbi, su quella dei negozi di dischi nutro molte preoccupazioni. Come ogni anno, anche in questo 2012 viene pubblicata molta fuffa da dare in pasto ai collezionisti, ma anche delle chicche irrinunciabili, se non avete voglia di passarvi in rassegna tutto il .pdf delle uscite, date un’occhiata al riassuntone di Pitchfork. E poi al Record Store Day non mancano mai le sorprese, tipo Feist e i Mastodon che si coverizzano a vicenda… ah, metter le mani su quel 7″!

GODDAMNED THIEVES!

Ultimamente si fa un gran parlare di T-Shirts e di logo rubati o utilizzati senza chiedere il permesso. Onestamente trovo la cosa abbastanza divertente, sia che ci tratti di un colosso come Walt Disney alle prese con i Joy Division, sia che si tratti di guerra tra poveri come nel caso della querelle Akron/Family vs. Man Is The Bastard. I dettagli della vicenda li trovate tutti qui. In ogni caso la maglietta della discordia è questa:

Secondo Miles Seaton, bassista degli A/F, si tratta di uno spassionato tributo a due artisti che lui ha amato: Man Is The Bastard, per l’appunto, citati nel teschio al centro, e i Crass (evocati nell’estetica del cerchio esterno).

La cosa che oggi mi fa sorridere è che l’anno scorso, quando ho visto il mio ultimo concerto della band, questa maglietta era regolarmente in vendita e se non l’ho comprata è anche perché non mi sembrava una t-shirt degli Akron/Family! Considerazione che mi fa accreditare la versione di Miles.