Best of 2012, #11: Mount Eerie – Clear Moon/Ocean Roar

The loud breath of surf / Exhaling and constant / Sleeping on the wet ground / In a dream I swim

Mount Eerie - Clear MoonMount Eerie - Ocean Roar

Doppia uscita per Phil Elverum quest’anno, due dischi usciti a distanza di qualche mese ma registrati nella stessa sessione di studio, dove il secondo (Ocean Roar) non è da considerare un’appendice del primo (Clear Moon). Sono due dischi gemelli che conservano un’identità propria.

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Woods – Bend Beyond (Woodsist)

Woods - Bend BeyondDei Woods impressiona la qualità con cui continuano a riproporsi album dopo album. Senza avvertire troppo il bisogno di cambiamenti drastici e abbandonato il concetto di psichedelìa più lisergico e improvvisato dei loro esordi, la band di Brooklyn torna con una nuova raccolta di brani tra folk e pop, con qualche deviazione rock soffusamente psichedelico. Musica apparentemente leggera, di cui ci si innamora subito grazie alla sua spiccata dimensione melodica e di cui non ci si stanca grazie ad una rigorosa attenzione al suono. Il risultato finale probabilmente si addice più agli autunni di San Francisco che a quelli di New York, e del resto Bend Beyond induce un’innegabile sensazione di spaesamento anche temporale, con un suono così contemporaneo e così retrò al tempo stesso. Tra i migliori dell’anno, senza dubbio.

Woods – “Size Meets The Sound”

Mount Eerie – Clear Moon (P.W. Elverum & Sun)

Mount Eerie - Clear MoonPhil Elvrum è un personaggio difficile da inquadrare, artisticamente parlando. Molto simpatico e dotato di grande ironia dal vivo, la sua presenza sui media dà invece l’impressione di una persona schiva e determinata nel volersi tenere ai margini. Già con il progetto Microphones, in piena esplosione del fenomeno freak-folk, Phil si è trovato in odore di santità. Sarebbe probabilmente bastato prendersi un po’ più sul serio, smussare certe spigolosità del suo suono e puntare tutto sulle splendide e malinconiche melodie che sa confezionare per consacrarsi presso il grande pubblico, ma Phil ha perferito portare avanti un discorso più intimo e coraggioso. Mount Eerie da diversi anni continua a pubblicare album superlativi, come questo ultimo Clear Moon uscito a maggio che a settembre verrà raddoppiato dall’altrettanto valido Ocean Roar.
Cantautorato fine, kraut-rock, metal-gaze, la profondità della periferia americana, la vastità dell’oceano e l’inquietante fissità della foresta: tutto questo finisce negli album di Mount Eerie. Musica impossibile.

Rella The Woodcutter – The Golden Undertow (Boring Machines)

The Golden UndertowNon so molto di questo ragazzo, se non che è italiano e ha pubblicato recentemente i suoi lavori su Boring Machines. Le due notazioni sono en passant ma comunque significative. La provenienza geografica interessa perché sono rari i musicisti italiani capaci di confrontarsi in modo credibile con il folk/blues reinterpretandolo in maniera personale e innovativa, senza mostrar timori riverenziali nei confronti della tradizione anglo-americana. In The Golden Undertow c’è inoltre un’inclinazione alla psichedelia e alla perversione dei canoni che lo rende veramente difficile da catalogare. Cosa sempre apprezzata da queste parti. L’etichetta poi, a prescindere dalla proposta musicale spesso varia ed eterogenea, è ormai da tempo garanzia di spessore e qualità. Uno degli album che ho più ascoltato quest’anno. Assolutamente da non trascurare.

Rella The Woodcutter – “Dead Star”

Il ritorno del Reverendo

Quando esce un nuovo lavoro dei Father Murphy, le mie aspettative sono inevitabilmente alte. Il trio veneto si muove da sempre su delle coordinate che dovrebbero far parte di tutti i progetti musicali: urgenza espressiva, rigorosa abnegazione, metodica ricerca sul suono, clamoroso talento e sana cattiveria. Nel nostro paese sono uno dei rari esempi a coniugare tutte queste caratteristiche e probabilmente sono il gruppo che le rappresenta meglio. Il nuovo album si intitola Anyway, your children will deny it, esce il primo marzo per la statunitense Aagoo Records, è stato mixato da Greg Saunier dei Deerhoof ed è annunciato come il lavoro “più personale, sofisticato e accessibile” della band. Ne parleremo ancora, garantito. Per il momento vi consiglio di tenere d’occhio il loro blog e soprattutto le date del tour.

Father Murphy – Anyway your children will deny it from Luigi Dalla Riva on Vimeo.