Videodreams – Can’t Be Wrong (video)

VideodreamsLi abbiamo avuti ospiti martedì scorso dove, in un’ora di trasmissione, c’hanno raccontato parecchie cose sul nuovo Shipwrecks da cui hanno anche suonato due brani live in acustico. Per chi si è perso la puntata e mi ha chiesto di rimediare, confermo che entro la settimana dovrei finalmente trovare il tempo di fare un piccolo editing della diretta e proporre un breve florilegio dei suoi momenti più interessanti. Nel frattempo i Videodreams hanno finalmente svelato il video, annunaciato, del primo singolo. A conferma, ancora una volta, che ai due fratelli di Tolmezzo non mancano le idee e sanno come realizzarle. Da guardare fino alla fine.

Puntata #48!

Daughter - If You LeaveMi chiedo dove fossi mentre i Daughter pubblicavano i loro primi ep. Per fortuna ci pensa (ancora una volta) la 4AD a suonare la sveglia pubblicando il loro album di esordio If You Leave. A tentare di dare un’idea della loro musica, si potrebbe parlare di dream pop (il fantasma di Victoria Legrand aleggia tra i solchi del disco) o di new wave riproposta in chiave soffusamente folk. L’operazione può essere assimilata a quella già portata avanti con successo da The XX, dove però questi si affidano ad un suono algido ed minimale, i Daughter (che pure sono di Londra) prediligono un suono caldo e dilatato, avvolgente. Il risultato finale è simile nei suoi effetti: canzoni di una malinconia che prende alla gola, brani che si scavano un cunicolo in profondità per annidarsi nell’intimità dell’ascoltatore… e da lì non se ne vanno più. “Setting Fire To Our Insides For Fun…” come canta Elena Tonra in questa splendida Youth, per me già un classico.

Playlist martedì 26 marzo 2013

Daughter If You Leave (4AD)
“Youth”
Inc. No World (4AD)
“Black Wings”
Bonobo The North Borders (Ninja Tune)
“Towers”
Lapalux Nostalchic (Brainfeeder)
“Guuurl”
Atoms For Peace Amok (XL)
“Unless”
Marnie Stern The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)
“Immortals”
Waxahatchee Cerulean Salt (Don Giovanni)
“Peace & Quiet”
The Men New Moon (Sacred Bones)
“Half Angel Half Light”
Parenthetical Girls Privilege (Abridged) (Marriage)
“A Note To Self”
Little Wings Last (Rad)
“I Waited On The Door”
Benoît Pioulard Hymns (Kranky)
“Reliquary”

Sigur Rós – Brennisteinn (video)

Sigur Rós - KveikurAnnunciato per metà giugno, il nuovo album dei Sigur Rós si presenta temibile sin dalla copertina. Il singolo che anticipa Kveikur (e che lo apre) si intitola “Brennisteinn” e autorizza a pensare che il suono dilatato ed etereo della band islandese, toccato il suo apice con l’ultimo Valtari (2012), cederà il passo ad uno stile più ruvido e muscolare. Una sorta di ritorno alle origini… si spera con esiti migliori. Del resto i Sigur Rós amano cambiare ad ogni album e, fino a questo momento, non hanno mai deluso, mettendo in mostra un’incredibile capacità di rinnovarsi senza rivoluzioni né abiure. Attendiamo fiduciosi.

Iceage – You’re Nothing (Matador)

Iceage - You're NothnigSarà che questi terribili danesi suonano un po’ come un concentrato di tutto ciò che ho amato da adolescente, sarà che un po’ di sana cupezza e distorsione fanno sempre bene oppure, più semplicemente, sarà pure che è il disco ideale per affrontare questa coda invernale particolarmente fastidiosa. Fatto sta che gli Iceage tornano con un nuovo album ottimo, che ha le carte in regola per piacere anche a quanti non avevano apprezzato troppo la furia incompromissoria del loro esordio. You’re Nothing porta infatti in primo piano quella tensione melodica che prima faticava a emergere così com’era, compressa tra il clangore delle chitarre e la brevità dei brani. Il risultato, pur non rinunciando alla freddezza e alla ruvidità del post-punk, è certo più sbilanciato verso il punk hardcore californiano (“Coalition” e “In Haze” gli episodi più espliciti), ma ha il merito di mettere finalmente in luce la voce di Elias Bender Rønnenfelt, il cui cantato/urlato non è mai stato così espressivo, disperato e vibrante (si ascolti “Morals”, la “ballata” del video qui sotto).

Puntata #44!

Unknown Mortal Orchestra - IITra i molti progetti nuovi che si dedicano al recupero di suoni e atmosfere del passato, gli Unknown Mortal Orchestra sono sicuramente uno dei più interessanti. La loro psichedelia soffusa gioca con il soul e il pop che è un piacere, disegnando paesaggi sonori sfuocati e assonnati, immagini oniriche che suggeriscono brutti sogni, se non incubi, ma senza rinunciare a una leggerezza di fondo che conquista, a metà strada tra Sly Stone e i Beatles. La voce di Ruban Nielson, con il suo tono acuto e lievemente rauco, ha personalità e istinto melodico quanto basta per caratterizzare arrangiamenti improntati alla semplicità: pochi fronzoli a favore di una gran cura del suono e delle parti melodiche. Onestamente il primo album mi aveva lasciato freddino, ma questo II merita più di un ascolto.

Playlist martedì 26 febbraio 2013

Atoms For Peace Amok (XL)
“Before Your Very Eyes…”
Jamie Lidell s/t (Warp)
“You Naked”
Youth Lagoon Wondrous Bughouse (Fat Possum)
“Dropla”
Sin Fang Flowers (Morr)
“Young Boys”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“So Good At Being In Trouble”
Adam Green & Binky Shapiro s/t (Rounder)
“Just To Make Me Feel Good”
Feeding People Island Universe (Innovative Leisure)
“Island Universe”
Psychic Ills One Track Mind (Sacred Bones)
“Might Take A While”
Eat Skull III (Woodsist)
“Dead Horses”
The Woolen Men s/t (Woodsist)
“Mayonnaise”

Puntata #42!

James Blake - RetrogradeIn genere snobbo i singoli anticipatori. Quando aspetto il ritorno di un musicista che amo, preferisco piuttosto crogiolarmi nell’attesa ed avere tra le mani l’abum intero. È il caso anche di James Blake, il cui nuovo Overgrown sarà pubblicato l’8 aprile. Questa volta però mi sono lasciato tentare dal grande tam tam mediatico scatenato dalla pubblicazione di questo singolo “Retrograde” e ci sono cascato dentro a piè pari. Se il counter del mio ipod non mi inganna, l’ho ascoltata 32 volte di seguito. Sarà pure che avevo voglia di quel suono, di quel languore algido eppure così caldo, fatto sta che mi son trovato letteralmente avviluppato dal crescendo dei sintetizzatori, spaesato dagli improvvisi vuoti e infine penetrato dalla sua voce: I’ll wait, so show me why you’re strong / Ignore everybody else / We’re alone now / We’re alone now / We’re alone now.
Grandi aspettative.

Playlist martedì 12 febbraio 2013

James BlakeRetrograde (singolo, Republic)
“Retrograde”
Blue Hawaii Untogether (Arbutus)
“Sierra Lift”
Eels Wonderful, Glorious (E-Works)
“Wonderful, Glorious”
Holopaw Academy Songs Vol. 1 (Misra)
“Golden Sparklers”
Mind Spiders Meltdown (Dirtnap, 2012)
“You Are Dead”
Feeding People Universal Island (Innovative Leisure)
“Uranium Sea”
Jacco Gardner Cabinet Of Curiosities (Trouble In Mind)
“Clear The Air”
Foxygen – We Are The 21st Century Ambassadors of Peace & Magic (Jagjaguwar)
“Shuggie”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“Swim and Sleep (Like A Shark)”
Widowspeak Almanac (Captured Tracks)
“Dyed In The Wool”

Foxygen – We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace & Magic (Jagjaguwar)

We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace & MagicPer me si tratta di un ottimo disco. Lo dico in apertura e senza giri di parole. Del resto su questo album mi sono giocato una pizza, scommettendo sul seguito di quel diamante grezzo che era Take The Kids Off Broadway. Anche per questo motivo mi son preso la briga di fare una cosa che non faccio mai: confrontare un po’ di recensioni in giro per il web. Ne vien fuori che i Foxygen non fanno affatto l’unanimità, anzi dividono in maniera molto netta. La prima spaccatura si riscontra tra critica estera (mediamente molto positiva) e quella italiana (in questo caso molto severa). Per Pitchfork si stratta di un best new music, lusinghiero anche il giudizio di Paste Magazine e molto positivo quello di Consequence of Sound. In Inghilterra, dove sono poco inclini ad assecondare nuovi fenomeni made in USA, la BBC ne ha parlato molto bene e l’NME gli affibia un 8/10. Le recensioni negative più che altro puntano il dito contro la “mancanza di personalità”. I Foxygen scopiazzano. Per SA il tutto si riduce ad una a “una simil-compilation di quasi-cover” (sic) e su Ondarock si pensa alla malafede e ci si spinge fino ad ipotizzare astute operazioni  al fine di “fare un gruzzoletto abbastanza grande per comprarsi una macchina o aprirsi un mutuo per la casa” (sob, la “crisi” l’abbiamo introiettata da queste parti, ormai). Più pertinente invece la stroncatura di The Quietus che rimprovera ai due californiani di aver riportato nel XXI secolo l’estetica e il suono di un decennio, senza però essere riusciti a rievocarne il fascino. Tirando le somme si ripropone il solito problema: l’originale e il derivativo sono categorie utili per valutare un album? Io ormai da tempo sono convinto di no. Anche perché spesso ciò che ci sembra originale è semplicemente il risultato di un furto a ladri più discreti di quelli a cui hanno rubato i Foxygen. Che dovremmo dire di Tame Impala o di Jake Bugg? A me piacciono entrambi ma se mi si viene a dire che “hanno saputo impastare di nuove idee vecchi concetti” (sempre qui), permettetemi di sorriderne. I Foxygen sanno scrivere canzoni (e questo penso sia incontestabile) e soprattutto, cosa che non è stata messa quasi mai in evidenza, sono dotati di un’irriverenza e di una sfacciataggine che li rende genuini e credibili.

Dutch Uncles – Flexxin (video)

Dutch UnclesUn video che fa il paio con quello di Everything Everything postato qui sotto. Anche i Dutch Uncles vengono da Manchester (Stockport, esattamente, a quanto si legge) e portano avanti un’idea di pop per nulla banale, fatta di strutture articolate e cambi di direzione inaspettati. Il tutto, e questa è la parte più difficile, senza rinunciare all’immediatezza. Non manca un tocco wave che da queste parti è sempre apprezzato. Il loro nuovo Out Of Touch In The Wild è un album da ascoltare con attenzione.

Puntata #41!

Everything Everything - ArcSegnali di vita in Gran Bretagna. A parte il ritorno di My Bloody Valentine che, al di là della quasi sorpresa, non possono fare testo per questioni di storia e blasone, bisogna riconoscere che si sta muovendo qualcosa nell’ambiente pop del Regno Unito. L’anno scorso c’è stato il successo degli Alt-J e la scuola di Oxford (Chad Valley, Jonquil e il giro Blessing Force) che ha dato una prima scossa. Questo inizio 2013 si torna a parlare di Manchester dove troviamo due band con più di qualcosa in comune. Gli Everything Everything con questo nuovo Arc si spingono in un territorio pop evoluto, fatto di ritmiche matematiche e cambi repentini. Peccato per quella ricerca spasmodica del ritornello facile e il ricorso sistematico al falsetto che alla lunga appesantiscono l’ascolto, perché i ragazzi ci sanno fare come dimostra l’iniziale “Cough Cough”. Non fanno lo stesso errore i Dutch Uncles che con Out Of Touch In The Wild mettono a fuoco un pop obliquo audace ed amibizioso, ricco di citazioni wave e devoto ai maestri XTC. Da ascoltare entrambi.

Playlist martedì 5 febbraio 2013

My Bloody Valentine M B V (autoprodotto)
“New You”
Everything Everything Arc (RCA)
“Cough Cough”
Dutch Uncles Out of Touch In The Wild (Memphis Industries)
“Fester”
Ex Cops True Hallucinations (Other Music)
“You Are A Lion, I Am A Lamb”
Ducktails The Flower Lane (Domino)
“Under Cover”
Ty Segall & Mikal Cronin Reverse Shark Attack (In The Red)
“Drop Dead Baby”
Mystical Weapons s/t (Chimera)
“Mechanical Mammoth”
Brokeback Brokeback and the Black Rock (Thrill Jockey)
“Who is Bozo Texino”
Local Natives Hummingbird (Infectious)
“Heavy Feet”
Indians Somewhere Else (4AD)
“New”

Amari – Il tempo più importante (video)

Il video è di quelli basati su un’idea semplice e geniale. Un’interruzione del canonico flusso di immagini in movimento che basta di per se a costringere lo spettatore a fermarsi sul “tempo”. La canzone è il singolo che ha anticipato l’uscita di Kilometri, settimo album degli Amari di cui parleremo nella puntata di sOUNDVERITE in diretta domani (martedì 22 gennaio) con Davide “Pasta” Piva. Sempre a partire dalle 19 e sempre sui 90.0 mhz di Radio Onde Furlane. Streaming web da qui, inevitabile evento Facebook qui.