Puntata #42!

James Blake - RetrogradeIn genere snobbo i singoli anticipatori. Quando aspetto il ritorno di un musicista che amo, preferisco piuttosto crogiolarmi nell’attesa ed avere tra le mani l’abum intero. È il caso anche di James Blake, il cui nuovo Overgrown sarà pubblicato l’8 aprile. Questa volta però mi sono lasciato tentare dal grande tam tam mediatico scatenato dalla pubblicazione di questo singolo “Retrograde” e ci sono cascato dentro a piè pari. Se il counter del mio ipod non mi inganna, l’ho ascoltata 32 volte di seguito. Sarà pure che avevo voglia di quel suono, di quel languore algido eppure così caldo, fatto sta che mi son trovato letteralmente avviluppato dal crescendo dei sintetizzatori, spaesato dagli improvvisi vuoti e infine penetrato dalla sua voce: I’ll wait, so show me why you’re strong / Ignore everybody else / We’re alone now / We’re alone now / We’re alone now.
Grandi aspettative.

Playlist martedì 12 febbraio 2013

James BlakeRetrograde (singolo, Republic)
“Retrograde”
Blue Hawaii Untogether (Arbutus)
“Sierra Lift”
Eels Wonderful, Glorious (E-Works)
“Wonderful, Glorious”
Holopaw Academy Songs Vol. 1 (Misra)
“Golden Sparklers”
Mind Spiders Meltdown (Dirtnap, 2012)
“You Are Dead”
Feeding People Universal Island (Innovative Leisure)
“Uranium Sea”
Jacco Gardner Cabinet Of Curiosities (Trouble In Mind)
“Clear The Air”
Foxygen – We Are The 21st Century Ambassadors of Peace & Magic (Jagjaguwar)
“Shuggie”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“Swim and Sleep (Like A Shark)”
Widowspeak Almanac (Captured Tracks)
“Dyed In The Wool”

Puntata #40!

Yo La Tengo - FadeLasciamo un momento da parte il nuovo Foxygen (su cui sto per tornare con un post ad hoc) e concentriamo l’attenzione sul nuovo album di Yo La Tengo. La band di Hoboken continua ad inanellare degli album superlativi, piccoli capolavori di leggerezza e compiaciuta malinconia, sempre diversi eppure sempre così fedeli ad un suono spesso in bilico tra l’acustico e il distorto. Fade si gioca ancora una volta su equilibri impossibili, tra l’utilizzo delle distorsioni di cui restano maestri (poca importa che si facciano più discrete), le orchestrazioni che accompagnano le canzoni senza prenderne il sopravvento, e le parti cantate che sussurrano melodie così perfette che meriterebbero di essere urlate. Nella versione deluxe della copia in vinile, Fade si presenta con un 7″ che contiene una cover dei loro discepoli Times New Viking ed un’altra, più interessante, della hit del loro maestro Todd Rundgren “I Saw The Light”. Quel che si chiama una chicca.

Playlist martedì 29 gennaio 2013

Foxygen – We Are The 21st Century Ambassadors of Peace & Magic (Jagjaguwar)
“On Blue Mountain”
Christopher Owens Lysandre (Fat_Possum)
“Here We Go”
Phosphorescent Muchacho (Dead Oceans)
“Song For Zula”
Parquet Courts Light Up Gold (What’s Your Rupture?)
“Master of My Craft”
California X s/t (Don Giovanni)
“Pond Rot”
Javelin Hi Beams (Luaka Bop)
“Nnormal”
Kendrick Lamargood kid, m.A.A.d. city (Interscope)
“Backseat Freestyle”
Linguaggio MacchinaLinguaggio macchina v.1.1 (autoprodotto) [free download]
“linguaggio macchina 1.1.2”
FaltyDLHardcourage (Ninja Tune)
“Streight & Arrow”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“I Saw The Light”

Puntata #37!

The Rosebuds - Love DeluxeI regali inaspettati fanno sempre piacere. Quello di The Rosebuds è arrivato proprio sotto natale ma di natalizio, beata l’ora!, non ha proprio nulla. Si tratta invece di un tributo a Sade di cui ripropongono per intero l’album Love Deluxe, a vent’anni dalla sua pubblicazione. Devo confessare di non aver mai pensato a Sade ascoltano The Rosebuds eppure, ascoltando queste cover oggi, l’influenza appare evidente… oltre che candidamente ammessa: To say this album is a constant influence to The Rosebuds and the records we’ve made over the years would be an understatement. We’ve always been fans. Così si legge nelle veloci righe che accompagnano l’uscita di Love Deluxe in free download. Non si sa se la cantante di origini nigeriane abbia apprezzato, noi sicuramente sì.
Dalla prossima settimana ci rituffiamo nelle novità discografiche, si comincia a proporre le prime uscite del 2013.

Playlist martedì 8 gennaio 2013

SwansThe Seer (Young God)
“Song For A Warrior”
ComaneciUH! (Madcap)
“I Saw”
Beach FossilsClash The Truth (Captured Tracks)
“Careless”
O. ChildrenApnea (Deadly People)
“The Realest”
ArnouxDans Le Living (Megaphone)
“Nothing More Than Dead”
The Corin Tucker BandKill My Blues (Kill Rock Stars)
“Groundhog Day”
Royal Headaches/t (What’s Your Rapture?)
“Down The Lane”
Guided By VoicesThe Bears For Lunch (Fire)
“You Can Fly Anything Right”
Willy MasonCarry On (Fiction)
“Talk Me Down”
The RosebudsLove Deluxe (Bandcamp free download)
“Feel No Pain”

Puntata #35!

Goat - World MusicCi mancava effettivamente un gruppo dedito al groove psichedelico, tra afro e kraut, voodo e prog. E per di più proveniente dalla Svezia. Dal Nord della Svezia. Date un occhio a dove si trova Korpilombolo (già il nome è splendido) e provate a immaginare cosa potrebbe significare vivere in una comune di musicisti da quelle parti. Se siete a corto di fantasia ve lo raccontano gli stessi Goat in questa bella intervista su The Quietus. Il loro nuovo World Music è veramente una delle sorprese più belle di questo 2012 e anche dal vivo promettono fuoco e sangue. Incatalogabile, folle, libero.

Playlist martedì 11 dicembre 2012

Woven HandThe Laughing Stalk (Glitterhouse)
“Long Horn”
Hugo Race & FatalistsWe Never Had Control (Gusstaff/Interbang)
“No Stereotype”
ElbowDead In The Boot (Polydor)
“McGreggor”
Grizzly BearShields (Warp)
“Sleeping Ute”
King Tuffs/t (Sub Pop)
“Bad Thing”
The BabiesOur House On The Hill (Woodsist)
“Get Lost”
Django Djangos/t (Because)
“Fire Water”
GoatWorld Music (Stranded)
“Let It Bleed”
S. CareyHoyas ep (Jagjaguwar)
“Two Angels”

Sigur Rós – Leaning Towards Solace (video)

Va da se che la musica dei Sigu Rós è talmente evocativa e “cinematografica” che ci potrebbero recitare sopra la lista della spesa e riuscirei ad emozionarmi ugualmente. Ciò non toglie che questo Valtari Mistery Film Expertiment ha regalato più di qualche gioia. L’ultimo episodio segna il “ritorno” di Floria Sigismondi (che in realtà sta facendo un sacco di cose ma io me l’ero dimenticata).

Puntata #34!

Ringo Deathstarr - MauveLo shoegazing non passerà mai di moda, accettiamolo. Basta ascoltare questo secondo album dei Ringo Deathstarr per convincersene e capirne la ragione: la gioia incontrollata che possono dare pedali e distorsioni è qualcosa a cui anche le future generazioni di musicisti difficilmente rinunceranno. Il gruppo texano recupera quei suoni nella loro versione più rock, tra Isn’t Anything di My Bloody Valentine e Stellar Sonic Solutions degli Starfish (tanto per restare in Texas). Certo, come tutti gli album che pagano un tributo così pesante al passato, anche Mauve sembra destinato ad essere dimenticato in fretta, piace comunque l’allegra cazzonaggine che sprizza ad ogni solco di queste canzoni per altro ben scritte ed arrangiate. Anche il nome della band, tra l’idiota e il geniale, esprime l’attitudine del gruppo.

Playlist martedì 4 dicembre 2012

Jake Buggs/t (Mercury)
“Lightning Bolt”
The Tallest Man On EarthThere’s No Leaving Now (Dead Oceans)
“To Just Grow Away”
Little Annie & Baby DeeState of Grace (Tin Angel)
“State of Grace (ft. Bonnie ‘Prince’ Billy)”
Scott WalkerBish Bosch (4AD)
“Phrasing”
Ringo DeathstarrMauve (Sonic Unyon)
“Drain”
SinkaneMars (DFA)
“Runnin'”
SolangeTrue (Terrible)
“Losing You”
Twin ShadowConfess (4AD)
“Five Seconds”
The Twilight SadNo One Can Ever Know/The Remixes (Fat Cat)
“Sick (Com Truise remix)”
IndiansSomewhere Else (4AD, 2013)
“Calelakers” [Free Download!!]

Puntata #33!

Jessica PrattTra le tante chanteuses che abbiamo (ri)pescato in queste ultime puntate, Jessica Pratt è sicuramente una delle più interessanti. Giovanissima, californiana, Jessica ha esordito in questi giorni con un album davvero notevole. Il suo è un folk che non concede nulla alla modernità, nessuna tentazione weird/freak trapela tra gli arpeggi essenziali della sua chitarra, così come la sua voce sembra venire da un tempo sospeso, molto lontano ma difficile da definire. L’ha scoperta Tim Presley (White Fence) che l’ha lanciata sulla sua neonata etichetta Birth. Un ascolto ammaliante.

Playlist martedì 27 novembre 2012

SwansThe Seer (Young God)
“Lunacy”
Cult of YouthLove Will Prevail (Sacred Bones)
“Golden Age”
The Soft MoonZeros (Captured Tracks)
“Die Life”
Raymond Byron & The White FreighterLittle Death Shaker (Asthmatic Kitty)
“Whippoorwill”
Parquet CourtsLight Up Gold (Dull Tools)
“Borrowed Time”
Django Djangos/t (Because)
“Storm”
Jessica Pratts/t (Birth)
“Hollywood”
Josephine FosterBlood Rushing (Fire)
“Child of God”
Simone White Silver Silver (Honest Jon’s)
“What The Devil Brings”

Jessica Pratt – “Hollywood”

Puntata #32!

Egyptian Hip Hop - Good Don't SleepTra le ultime pubblicazioni di questo 2012 agli sgoccioli, vale la pena segnalare l’esordio di Egyptian Hip Hop. La band, a dispetto del nome, viene da Manchester e non ha niente a che vedere con l’hip-hop. Good Don’t Sleep propone invece un pop elettronico leggero ma con sostanza, caratterizzato da una grande cura per il suono e con un approccio alla melodia molto personale.
Da segnalare anche il ritorno di Andrew Bird che si lascia contagiare dalla moda della doppia pubblicazione annuale. Dopo Break It Yourself di marzo, eccolo di nuovo con questo Hands of Glory. Il multistrumentista di Chicago questa volta si affaccia sulla tradizione country-folk come mai prima. Naturalmente lo fa in maniera personale e il risultato è ancora una volta convincente.

Playlist martedì 20 novembre 2012

GoatWorld Music (Stranded)
“Goatman”
Egyptian Hip HopGood Don’t Sleep (R&S)
“Alalon”
Sufjan StevensSilver & Gold (Asthmatic Kitty)
“Christmas In The Room”
Andrew BirdHands of Glory (Mom & Pop)
“Three White Horses”
Dinosaur Jr.I Bet On Sky (Jagjaguwar)
“Rode”
The BabiesOur House On The Hill (Woodsist)
“Moonlight Mile”
Bob Corn & Matteo UggeriFields of Corn (autoprodotto)
“Call Me My Name”
ComaneciUH! (Madcap)
“The Easiest Way”
Julie DoironSo Many Days (Aporia)
“Can’t Take It No More”

Egyptian Hip Hop – “Alalon”

Sufjan Stevens – Silver & Gold (Asthmatic Kitty)

Sufjan StevensCaro Sufjan Stevens,
certe volte proprio non ti seguo. Io capisco che tu sei l’artista, il genio, e giustamente mi sta benissimo che fai qualunque cosa ti passi per la testa. Detto questo, Sufjan, ma c’era veramente bisogno di produrre un altro cofanetto dedicato al natale? Non era abbastanza completo quello del 2006? Non erano abbastanza quelle 42 (dico: quarantadue) canzoni natalizie? C’era veramente bisogno di ammannirci adesso l’ennesima versione di “Silent Night” e “Santa Claus is Coming To Town”?
Qualcuno potrebbe pensare ad un’operazione commerciale ma io so che non è così. Il Natale per te è qualcosa di importante e del resto un album con 58 (dico: cinquantotto) canzoni natalizie è veramente troppo per poter diventare un best seller di qualunque categoria. E allora, perché mi devi costringere a sciropparmi tutta ‘sta melassa natalizia? Lo so, tu dirai:
Chi te lo fa fare? Non ascoltarmi! Ma in fondo tu lo sai benissimo che il fan non ragiona così e che alla fine me lo comprerò pure ‘sto Silver & Gold, eppoi ascolto dopo ascolto capiterà pure che troverò una chicca come “Christmas in The Room” che alle mie orecchie giustificherà tutte le “Jingle Bells” e i deliri elettronicheggianti che ci hai ficcato dentro.
Ma se proprio dovevi seguire un progetto così assurdo, non era meglio portare a termine quello di realizzare un album per ognuno dei 50 stati degli Stati Uniti? E lo so che tu adesso dirai:
Che palle ‘sta storia degli States non l’avessi mai detta… Però, caro Sufjan, se in pochi anni sei riuscito a scrivere o a riscrivere un centinaio di canzoni natalizie secondo me ce la facevi, altroché.

Buon Natale