Best of 2013 – L’inevitabile classifica di fine anno

TOP 20 – 11

Mount Kimbie - Cold Spring Fault Less Youth20. Mount KimbieCold Spring Fault Less Youth (Warp)
Dopo un esordio promettente, arriva l’album delle conferme. Senza abbandonare il gusto per le atmosfere morbide ed eteree, i due inglesi mostrano di saper innervare il proprio suono con una buona dose di groove e sangue, quando serve. Più ricchi e rotondi, Mount Kimbie a tratti toccano la perfezione. “Blood and Form” direbbero loro… noi diciamo “leggerezza e carnalità” insieme: si può fare. Guarda il video di “You Took Your Time” (ft. King Krule).

Bonnie 'Prince' Billy - s/t19. Bonnie ‘Prince’ Billys/t (autoprodotto)
Chi ha visto questo disco? Will Oldham torna a sorpresa con un album senza titolo, autoprodotto e senza distribuzione. La leggenda vuole che lo abbia distribuito a mano personalmente in alcuni negozi di dischi indipendenti… Un ritorno in sordina per un album acustico, privato, sussurrato chitarra e voce,  che ci restituisce un principe come lo si aspettava dai tempi di I See A Darkness. Probabilmente lo ritroveremo nelle classifiche di fine 2014, dato che il prossimo anno avrà una distribuzione ufficiale.

Boduf Songs - Burnt Up On Re-Entry18. Boduf SongsBurnt Up On Re-Entry (Southern)
Anno dopo anno, disco dopo disco, Mathew Sweet continua ad essere uno dei casi di sottovalutazione che più gridano vendetta al cielo. Il suo arpeggiare metallico riverbera sulla profondità di una voce che non lascia scampo neanche quando sussurra. Rispetto al passato l’aria si è fatta ancora più pesante e irrespirabile, merito (si fa per dire) anche di inaspettati inserimenti elettronici che oscillano tra la glacialità degli Autechre e la spietatezza di NIN. “Everyone Will Let You Down In The End” canta colui che non delude mai. Guarda il video di “Song To Keep Me Still”.

Iceage - You're Nothnig17. IceageYou’re Nothing (Matador)
Rispetto all’esordio la band danese si concede un pizzico di melodia in più e qualche riff cadenzato dal sapore hardcore californiano vecchia scuola. Bene anche così, dal momento che non si arretra rispetto alla cupezza nordica che ha sempre caratterizzato il loro suono e non si rinuncia alla spigolosità del post-punk più ruvido. Ce lo avessi avuto a 14 anni, questo disco sarebbe probabilmente entrato sul podio… ma siccome ho un’altra età si devono accontentare di questa piazza. Guarda il video live di “Morals”.

We Are The 21st Century Ambassadors Of Peace & Magic16. FoxygenWe Are The 21st Century Ambassadors of Peace and Magic (Jagjaguwar)
Dopo un ep entusiasmante, confesso che avevo riposto forse un po’ troppa fiducia nell’esordio della coppia americana. Questo album non è il capolavoro che attendevo, ma resta una raccolta di grandi melodie in bilico tra rock e pop con una spinta attitudine retromaniaca. Non manca quel pizzico di ironia che rende il tutto fresco e leggero. Speriamo che non si perdano. Guarda il video di “No Destruction”.

Daniel Avery - Drone Logic15. Daniel AveryDrone Logic (Phantasy Sound)
Chiamiatela techno, se volete. La realtà è che questo giovanissimo inglese per il suo esordio ha trovato il modo di far convivere un insieme di suoni che ho sempre amato: Andy Weatherall soprattutto, ma anche i Chemical Brothers e Trevor Jackson. Il tutto suona minimale eppure rotondo e potente, sfacciato al punto da permettersi anche qualche distorsione shoegazing. La sorpresa delll’anno. Guarda il video di “All I Need”.

Bill Callahan - Dream River14. Bill CallahanDream River (Drag City)
E qui mi tocca fare un po’ il bastian contrario, e mi dispiace. Perché quando finalmente il vecchio Bill riesce ad avere il consenso unanime che merita, io non riesco a impedirmi di pensare che quest’ultimo album è una buona spanna sotto Apocalypse e Sometimes I Wish We Were an Eagle. Resta il “solito” grande disco di Bill Callahan, per carità, e dunque impossibile tenerlo fuori dalla top 20. Guarda il video di “Small Plane”.

King Krule - 6 Feet Beneath the Moon13. King Krule6 Feet Beneath the Moon (XL)
Il capolavoro è ancora di là da venire, va bene. Resta il fatto che questo ragazzino lentigginoso e dalla voce improbabile è riuscito a produrre un esordio che fa gridare al miracolo per capacità di scrivere, di arrangiare, di evocare. Alla faccia dei suoi neanche vent’anni. Non una sorpresa in questo caso (già lo si conosceva e attendeva alla prova), ma la conferma che sta succedendo di nuovo qualcosa in Inghilterra… era ora. Guarda il video di “Easy Easy”.

The National - Trouble Will Find Me12. The NationalTrouble Will Find Me (4AD)
Onestamente non so se avrei tollerato un altro album dall’intensità senza redenzione di High Violet. Sono perciò grato a The National di avermi concesso un album di tregua, fatto di canzoni dove certo non c’è ancora pace, ma si respira comunque con meno affanno, dove ci si può far cullare dalla loro malinconia senza fondo con un pizzico di autocompiacimento. Guarda il video di “Graceless”.

Unknown Mortal Orchestra - II11. Unknown Mortal OrchestraII (Jagjaguwar)
Un album praticamente perfetto. Una raccolta di canzoni pop-rock dal cuore trabboccante soul, soffusamente lisergiche sullo sfondo e obliquamente oniriche in primo piano. Dopo un esordio interessante, con questa seconda prova la band di Portland fa un balzo in avanti portentoso di cui, onestamente, non li credevo capaci. Ogni tanto è bello essere smentiti. Guarda il video di “So Good At Being In Trouble”.

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Puntata #34!

Ringo Deathstarr - MauveLo shoegazing non passerà mai di moda, accettiamolo. Basta ascoltare questo secondo album dei Ringo Deathstarr per convincersene e capirne la ragione: la gioia incontrollata che possono dare pedali e distorsioni è qualcosa a cui anche le future generazioni di musicisti difficilmente rinunceranno. Il gruppo texano recupera quei suoni nella loro versione più rock, tra Isn’t Anything di My Bloody Valentine e Stellar Sonic Solutions degli Starfish (tanto per restare in Texas). Certo, come tutti gli album che pagano un tributo così pesante al passato, anche Mauve sembra destinato ad essere dimenticato in fretta, piace comunque l’allegra cazzonaggine che sprizza ad ogni solco di queste canzoni per altro ben scritte ed arrangiate. Anche il nome della band, tra l’idiota e il geniale, esprime l’attitudine del gruppo.

Playlist martedì 4 dicembre 2012

Jake Buggs/t (Mercury)
“Lightning Bolt”
The Tallest Man On EarthThere’s No Leaving Now (Dead Oceans)
“To Just Grow Away”
Little Annie & Baby DeeState of Grace (Tin Angel)
“State of Grace (ft. Bonnie ‘Prince’ Billy)”
Scott WalkerBish Bosch (4AD)
“Phrasing”
Ringo DeathstarrMauve (Sonic Unyon)
“Drain”
SinkaneMars (DFA)
“Runnin'”
SolangeTrue (Terrible)
“Losing You”
Twin ShadowConfess (4AD)
“Five Seconds”
The Twilight SadNo One Can Ever Know/The Remixes (Fat Cat)
“Sick (Com Truise remix)”
IndiansSomewhere Else (4AD, 2013)
“Calelakers” [Free Download!!]

Puntata #18!

Why? - Sod In The SeedTra le tante belle canzoni ascoltate questa settimana, c’era veramente l’imbarazzo della scelta dovendone selezionare una da mettere in evidenza su questo post. “Yet Again” è una delle canzoni più belle ascoltate quest’anno e fa crescere ulteriormente le aspettative per il nuovo Grizzly Bear. Discorso che si può fare ugualmente per Animal Collective e la loro eccezionale “Honeycomb”. Quest’autunno ci sarà da divertirci e probabilmente la fine dell’estate sarà accolta con meno rimpianti del consueto. Spero anche grazie a Why?, sulla cui “Sod In The Seed” alla fine è ricaduta la mia scelta, in parte anche per compensare una fresca e ingenerosa stroncatura di Pitchfork.

Playlist martedì 7 agosto 2012

Neil Young & Crazy HorseAmericana (Reprise)
“High Flyin’ Bird”
Bonnie ‘Prince’ BillyNow Here’s My Plan (Drag City)
“I See A Darkness”
The WalkmenHeaven (Bella Union)
“The Witch”
Why?Sod In The Seed ep (Anticon/City Slang)
“Sod In The Seed” [free download!]
DoseoneG is For Deep (Anticon)
“Last Life”
Grizzly BearShields (Warp)
“Yet Again”
Animal CollectiveHoneycomb/Gotham (7″, Domino)
“Honeycomb”
Dirty ProjectorsSwing Lo Magellan (Domino)
“About To Die”
Hot ChipIn Our Heads (Domino)
“Look At Where We Are”
Purity RingShrines (4AD)
“Saltkin”

Why? – “Sod In The Seed”

Bonnie ‘Prince’ Billy – I See A Darkness (video)

Difficile dire cosa possa aver spinto Will Oldham a incidere una tale nuova versione del suo classico “I See A Darkness” e a farne girare addirittura un video. Sicuramente tanta voglia di divertirsi, dissacrare il proprio mito e la sua canzone più leggendaria. A ben vedere, forse le stesse motivazioni che hanno spinto la Drag City a pubblicare (?!?) dei preservativi con la copertina di Wolfroy Goes To Town