Sante Parole: Thao Nguyen

Thao Nguyen I think I’m more effective as an activist if I stay in music, to be honest. Music, the way it reaches people and transcends divisions, is a really effective and powerful forum. You know, the first song on the record is about Valerie Bolden, this woman I visited in state prison. So, instead of talking about how old I was when I first started playing guitar, I could talk about her, and about the California Coalition for Women Prisoners.

Thao Nguyen a tutto campo in questa bella intervista. Il suo nuovo album, We The Common, è da poco stato pubblicato via Ribbon Music. Dedicato a tutte le lettrici.

Thao & The Get Down Stay Down – “We The Common (For Valerie Bolden)”

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Christopher Owens – Lysandre (Fat Possum)

Christopher Owens - LysandreSe è vero (come è vero) che Chris Owens ha scritto questo album nel 2009, bisogna riconoscere che questo ragazzo sapeva scrivere canzoni già agli albori della (troppo breve) storia dei Girls. A me i loro dischi hanno sempre richiesto parecchi ascolti per entrarci in sintonia o, meglio, per riuscire a sentirci tutto lo spessore delle composizioni nascosto dietro questa apparenza di leggerezza al limite del frivolo con cui spesso si presentano. L’impressione è la stessa anche per questo esordio solista che, ascoltato con la dovuta attenzione, rivela ancora una volta un autore tra i più ispirati in circolazione. Il tema di Lysandre, che ricorre a più riprese e si inserisce nei diversi contesti melodici quando meno te lo aspetti, è la dimostrazione di quanto questo ragazzo sia capace di giocare con arrangiamenti e melodie. È probabile che in questa nuova carriera solista Chris si stia ancora cercando e debba mettere meglio a fuoco l’obiettivo però, nel complesso, l’accoglienza freddina che salvo qualche eccezione ha ricevuto l’album è tutto sommato ingenerosa.

Christopher Owens – “Here We Go”

Earlimart – System Preferences (The Ship)

Earlimart - System PreferencesPop ricercato, malinconico con un tocco di leggerezza che lo rende raffinato, e che non ha bisogno di votarsi alla ricerca dell’originalità per piacere. Dopo quattro anni di silenzio tornano i californiani Earlimart con un album nuovo di zecca e un’etichetta personale. Personalmente, tra le voci che come di consueto si dividono le loro canzoni, a quella di Ariana Murray preferisco quella di Aaron Espinoza, che ritengo uno dei più credibili discepoli di Elliott Smith. System Preferences rischia di essere oscurato dalle tante e attese uscite di settembre e ottobre, ma sarebbe un peccato. Più di qualche brano è veramente notevole (“Get Used To The Sound”, “Lovely Mary Ann”, “I am a Safe Inside” da segnalare assolutamente) e l’album mantiene un ottimo livello in tutta la sua durata. Ascolto molto consigliato.

Earlimart – “97 Heart Attack”

Jeans Wilder – Totally (Everloving)

Jeans Wilder - TotallyAndrew Caddick fa musica da spiaggia. Il suo suono suggerisce il caldo e sembra generato da quel torpore tipicamente indotto dall’accanimento del sole. Non ci si aspetta niente di meno da un californiano, del resto. Il fatto è, piuttosto, che ascoltando l’ultima fatica di Jeans Wilder, si ha l’impressione che lui, la spiaggia, la veda veramente con i colori sparati della copertina. Che ciò sia uno scherzo del sole di San Diego o il semplice effetto delle sue abitudini (il video di “Blue Dream” è piuttosto esplicito in questo senso…) poco importa. Totally è un piccolo capolavoro di equilibrio, dove le melodie delle sue canzoni scintillano tra il torbido di arrangiamenti troppo pigri anche solo per essere definiti lo-fi. Psichedelia pop, soffusa, tenue ma di grande personalità. Un po’ alla maniera dei Deerhunter quando si abbandonano alle ninna-nanne.

Jeans Wilder – “Spanish Tile”

Wymond Miles – Under The Pale Moon (Sacred Bones)

Wymond Miles - Under The Pale MoonNon c’è dubbio che a San Francisco sappiano reinterpretare la new wave inglese in maniera molto particolare. A differenza che a NY, ultimamente dalle parti della California sanno cogliere il lato più leggero e psichedelico di quel suono, spesso arrangiandolo egregiamente con suggestioni più garage retrò. È il caso degli splendidi The Fresh & Onlys e adesso anche di questo esordio solista di Wymond Miles, il chitarrista della band. Non è un caso che ascoltando questo Under The Pale Moon vengano in mente Echo & The Bunnymen e Julian Cope, piuttosto che non i soliti Cure e New Order onnipresenti dalle parti di New York. Accostamento che ha la sua ragion d’essere non solo per ciò che riguarda il suono o l’atmosfera generale dei brani, ma anche per l’indubbia sensibilità melodica e pop messa in mostra da Wymond. Ascoltare per credere.

Wymond Miles – “Pale Moon”

Death Grips – The Money Store (Epic)

The Money StoreDevo confessare che mi ha sorpreso non poco scoprire che il nuovo album dei terribili californiani uscirà direttamente su major. Il primo, ottimo, Exmilitary era stato pubblicato l’anno scorso inizialmente come un’autoproduzione in libero download. Più che il fascino della parola gratis, suppongo che a far aumentare l’attenzione sul temibile trio siano state le loro  performance live infuocate, una vera e propria aggressione al pubblico guidata dai nervi e dai muscoli del vocalist Stefan Burnett, accompagnata dalle basi sintetiche e asfissianti di Andy Morin e soprattutto sostenuta dalla violenza cieca della batteria di Zach Hill. La copertina del nuovo The Money Store (che dovrebbe essere quella qui sopra) mi lascia abbastanza tranquillo sul fatto che i Death Grips non abbiano nessuna intenzione di scendere a compromessi. E me ne convinco ancor di più ascoltando “The Fever (Aye Aye)”, uno dei brani che anticipa l’abum (che ufficialmente esce il 24 aprile). Ma non finisce qui, è già annunciata infatti entro quest’anno l’uscita di un ulteriore album dal titolo No Love.