Puntata #66!

Fuck Buttons - Slow FocusI Fuck Buttons mi sono sempre piaciuti per la loro capacità di giocare con l’elettronica. Il loro suono è una sfida alle orecchie dell’ascoltatore che cerca di indovinare dove finisce il digitale e dove comincia l’analogico. L’impressione è che i due di Bristol si divertano a mischiare le carte in tavola deliberatamente, a prendere gli strumenti veri e farli suonare in modo sintetico e, viceversa, utilizzare i computer tentando di renderli il più “umani possibile”. È anche per questo che il loro suono, anche in questo Slow Focus, mantiene una tonalità fortemente psichedelica, per quanto più oscura rispetto al precedente e coloratissimo Tarot Sports. Ed è per lo stesso motivo che i Fuck Buttons rimangono un unicum all’interno del panorama elettronico attuale.

Fuck Buttons – “The Red Wing (edit)”

Playlist martedì 6 agosto 2013

Fuck Buttons Slow Focus (ATP)
“Prince’s Prize”
Jon Hopkins Imminuty (Domino)
“Breathe This Air”
Evenings Yore LP (Friends of Friends)
“Babe”
Koreless Yugen EP (Young Turks)
“Last Remnants”
Sebadoh Secret EP (Domino)
“Arbitrary High”
Grant Hart The Argument (Domino)
“Glorious”
Eleanor Friedberger Personal Record (Merge)
“Tomorrow Tomorrow”
Jackson Scott Melbourne (Fat Possum)
“Together Forever”

Puntata #60!

These New Puritans - Field of ReedsDiciamo pure che ne abbiamo dimenticato più di qualcuno, ma la playlist di questa ultima puntata più che una classifica dei nostri dischi preferiti di questa prima metà del 2013, è stata anche un modo per fare un po’ il punto della situazione sull’annata musicale in corso. Ovviamente a condizionare le nostre scelte è stato anche il tempo, limitato, a disposizione, però nel complesso diciamo che a parte qualche svista (Kurt Vile, Low, Yo La Tengo, Boduf Songs e… continuate voi se volete), l’elenco qui sotto è abbastanza rappresentativo dei dischi che ci sono piaciuti di più fino a questo momento.
La copertina la riserviamo invece ai These New Puritans, di cui i più esigenti (e snob) diranno che questo nuovo Field Of Reeds è pretenzioso e stucchevole. Per quanto mi riguarda è invece una delle uscite più interessanti e audaci di questo 2013. Potevano continuare a cercare l’affermazione definitiva continuando a fare quel che sapevano fare benissimo e invece hanno voluto cambiare totalmente spiazzando tutti. Esperimento riuscito a metà? Forse, ma vivadio c’è ancora qualcuno che ha voglia di osare.

Playlist martedì 18 giugno 2013

James Blake Overgrown (Polydor)
“Take A Fall For Me (ft. RZA)”
Ghostpoet Some Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Meltdown (ft. Woodpecker Wooliams)”
Flume s/t (Transgressive)
“Insane”
Deerhunter Monomania (4AD)
“T. H. M.”
White Fence – Cyclops Reap (Castle Face)
“Pink Gorilla”
Thee Oh Sees – Floating Coffin (Castle Face)
“Toe Cutter/Thumb Buster”
Iceage You`re Nothing (Matador)
“Everything Drifts”
Brazos Saltwater (Dead Oceans)
“How The Ranks Was Wone”
Colin Stetson New History Warfare Vol. 3: To See More Light (Constellation)
“Haunted”
These New Puritans Field of Reeds (Infectious)
“Fragment Two”

Puntata #56!

Sam Amidon - Bright Sunny SouthQuesto ragazzo del Vermont è dotato di una di quello voci che sono, letteralmente, in grado di possedermi. Una chitarra e un banjo, con la sua voce, sono sufficienti. Per questo nuovo Bright Sunny South, il primo per un’etichetta importante (Nonesuch), Sam Amidon si è lasciato andare ad arrangiamenti più complessi, ma senza rinunciare alla sua vocazione all’essenzialità. Per fortuna. A tratti fa capolino qualche divagazione discretamente jazzata o qualche crescendo orchestrale, ma ciò che resta in primo piano è sempre la sua voce con le sue melodie magicamente in bilico tra folk e soul. Un equilibrio precario e perfetto che viene idealmente bissato dalle atmosfere evocate, tutte giocate tra una malinconia profonda eppure in qualche modo scintillante, consolatoria.

Sam Amidon – “My Old Friend”

Playlist martedì 21 maggio 2013

Sam Amidon Bright Sunny South (Nonesuch)
“My Old Friend”
Sigur Rós Kveikur (XL)
“Ísjaki”
Múm Toothwheels (A Number of Small Things)
“Toothwheels”
Daft Punk Random Access Memories (Columbia)
“Doin’ It Right (ft. Panda Bear)”
Marnie Stern The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)
“Noonan”
Tijuana Panthers Semi-Sweet (Innovative Leisure)
“Wall Walker”
Dirty Beaches Drifters/Love is The Devil (Zoo Music)
“I Dream In Neon”
Vampire Weekend Modern Vampires of The City (XL)
“Ya Hey”
GhostpoetSome Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Plastic Bag Brain”

Puntata #54 e #55!

Deerhunter - Monomania

Ci siamo persi la playlist della puntata #54, c’erano i !!! (chk chk chk), i SUUNS, i Cayucas, gli Akron/Family e altri ancora. Ma soprattutto c’erano i Deerhunter, con cui abbiamo voluto cominciare anche l’ultima puntata. La band di Atlanta non sbaglia un colpo e, se si considera che i vari e prolifici progetti personali di Bradford Cox (Atlas Sound ) e Lockett Pundt (Lotus Plaza) hanno sempre prodotto album di buon livello, si può dire che siano ormai un caso a se stante all’interno del panorama internazionale. I Deerhunter colpiscono per la loro capacità di suonare classici e senza tempo, con atmosfere e melodie che possono richiamare indifferentemente Bowie e i Sonic Youth, rimanendo però sempre riconoscibili e personali. Ogni nuovo album ne definisce il suono in maniera nuova, spostando l’accento su elementi differenti, ma senza tradire quell’identità estetica e melodica che è ormai un vero e proprio marchio di fabbrica. File Under: Nocturnal Garage, ammoniscono loro sulle note del bel packaging del vinile: la definizione non potrebbe essere migliore.

Playlist martedì 14 maggio 2013

Deerhunter Monomania (4AD)
“Dream Captain”
Vampire Weekend Modern Vampires of The City (XL)
“Unbelievers”
Milk Music Cruise Your Illusion (Fat Possum)
“Cruising With God”
Saturday Looks Good To Me One Kiss Ends It All (Polyvinyl)
“Break In”
Sonny & The Sunsets Antenna To The Afterworld (Polyvinyl)
“Palmreader”
She & Him Volume 3 (Merge)
“Never Wanted Your Love”
Hiss Golden Messenger – Haw (Paradise of Bachelors)
“Sufferer (Love My Conqueror)”
Flume s/t (Transgressive)
“Hold It On”
Ghostpoet Some Say I So I Say Light (Play It Again Sam)
“Meltdown (ft. Woodpecker Wooliams)”
Low Holy Ghost (Sub Pop)
“Clarence White”

Dan Friel – Thumper (video)

Dan Friel - Total FolkloreTerminata l’avventura con i Parts & Labor, Dan Friel ha ripiegato su se stesso e sulle proprie macchine, scoprendo un’audacia sorprendente. Da bravo estremista, Dan accelera colore e saturazione del proprio suono. Elettronica vintage, effetti a catena, senso della melodia acuto e qui portato all’esasperazione. Il nuovo album Total Folklore pubblicato via Thrill Jockey è un trionfo dell’eccesso a tutti i livelli. “Thumper” non è il miglior brano dell’album, ma il video rende bene l’idea di come lavora questo ragazzo newyorkese e di cosa è capace.

Puntata #48!

Daughter - If You LeaveMi chiedo dove fossi mentre i Daughter pubblicavano i loro primi ep. Per fortuna ci pensa (ancora una volta) la 4AD a suonare la sveglia pubblicando il loro album di esordio If You Leave. A tentare di dare un’idea della loro musica, si potrebbe parlare di dream pop (il fantasma di Victoria Legrand aleggia tra i solchi del disco) o di new wave riproposta in chiave soffusamente folk. L’operazione può essere assimilata a quella già portata avanti con successo da The XX, dove però questi si affidano ad un suono algido ed minimale, i Daughter (che pure sono di Londra) prediligono un suono caldo e dilatato, avvolgente. Il risultato finale è simile nei suoi effetti: canzoni di una malinconia che prende alla gola, brani che si scavano un cunicolo in profondità per annidarsi nell’intimità dell’ascoltatore… e da lì non se ne vanno più. “Setting Fire To Our Insides For Fun…” come canta Elena Tonra in questa splendida Youth, per me già un classico.

Playlist martedì 26 marzo 2013

Daughter If You Leave (4AD)
“Youth”
Inc. No World (4AD)
“Black Wings”
Bonobo The North Borders (Ninja Tune)
“Towers”
Lapalux Nostalchic (Brainfeeder)
“Guuurl”
Atoms For Peace Amok (XL)
“Unless”
Marnie Stern The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)
“Immortals”
Waxahatchee Cerulean Salt (Don Giovanni)
“Peace & Quiet”
The Men New Moon (Sacred Bones)
“Half Angel Half Light”
Parenthetical Girls Privilege (Abridged) (Marriage)
“A Note To Self”
Little Wings Last (Rad)
“I Waited On The Door”
Benoît Pioulard Hymns (Kranky)
“Reliquary”

Boduf Songs – Burnt Up On Re-Entry (Southern)

Boduf Songs - Burnt Up On Re-EntryMi è sempre difficile parlare di Boduf Songs. Sono un fan della prima ora e mi piace in tutte le salse, e dunque temo che le mie armi critiche siano un po’ spuntate. Sicuramente si può dire (e forse l’ho già detto) che si tratta di uno dei casi più scandalosi di sottovalutazione degli ultimi 15 anni. La stampa l’ha sempre trattato con sufficienza o, quando andava bene, con moderato entusiasmo. A memoria direi che non è mai finito nella playlist di fine anno di nessuno (a parte me). Un po’, ammettiamo, è anche colpa sua, visto che si concede talmente poco che potrebbe essere tranquillamento infilato ad honorem tra gli isolazionisti più intransigenti. Resta il fatto che Matt Sweet continua a pubblicare album superlativi nell’indifferenza (quasi) generale. Non fa eccezione questo nuovo Burnt Up On Re-Entry, che ridefinisce il suono di Boduf Songs senza tradirne l’identità. La novità sta in un più ampio ricorso alle chitarre distorte che in alcuni episodi diventano quasi metalliche (l’effetto ricorda i God Machine), e un utilizzo più sfrontato dell’elettronica (si ascolti “Long Divider” o “Vermin, Rend Thy Garments” dove si immagina facilmente la voce di Thom York). Non mancano poi i consueti momenti più intimi in bilico tra acustica e drones (“Song To Keep Me Still” fa pensare addirittura a Elliott Smith, qui lo splendido video).
Ovviamente impera incontrasta l’oscurità. Tra i solchi dell’album non filtra un filo di luce, né di speranza. Per dirla con lui: Everyone Will Let You Down in the End. Amen.

Boduf Songs – “Long Divider”