Marnero – Il Sopravvissuto (To Lose La Track/Sanguedischi)

Marnero - Il sopravvissutoQuando ormai ero convinto che la mia voglia di urlati in italiano per questa torrida estate 2013 sarebbe stata soddisfatta dal ritorno dei Fine Before You Came (sempre ottimi anche sulla media durata) e dei Gazebo Penguins (un po’ leggerini per i miei quasi 40, ma comunque validi), ecco spuntare i Marnero, che non conoscevo nonostante già due album all’attivo. Quello che colpisce de Il Sopravvissuto è l’intensità. Non solo dei suoni, che colpiscono per la varietà dei registri che sono in grado di adottare (si va dal post-hc allo sludge attraversondo momenti metal tout-court), ma soprattutto per le liriche. Parole che pesano come macigni anche quando si è costretti a indovinarle, scorticate dalle distorsioni di chitarra. Un album duro, dove anche le aperture melodiche non concedono tregua ma servono ad affondare meglio il colpo.
L’album è in download gratuito, ma nulla vieta di acquistare il supporto fisico (io mi sono appena ordinato il vinile).

Puntata #11!

CocoRosie - We Are On FireA proposito del nuovo singolo delle CocoRosie la notizia più positiva è che esce su Touch&Go. Che la storica etichetta di Chicago torni presto a recitare il ruolo di motore dell’underground americano è forse un’ipotesi poco verosimile adesso, però almeno si ricomincia. Il singolo in quanto tale è buono, il ritornello di “We Are On Fire” è facilotto però funziona e anche l’altra a-side in compagnia di Antony (“Tearz For Animals”, qui sotto) è un buon pezzo. Resta ugualmente la sesazione che le due sorelle Casady il meglio l’abbiano dato con i primi due dischi. Non mi dilungo sulle altre novità ascoltate questa settimana, dal momento che su molti degli artisti proposti dovremo tornare a breve con post dedicati.

Playlist 5 giugno 2012

The WalkmenHeaven (Bella Union)
“Love Is Luck”
JapandroidsCelebration Rock (Polyvinyl)
“Evil’s Sway”
RetisonicRobots Fucking (Arctic Rodeo)
“Necropolitan”
Cloud NothingsAttack On Memory (Carpark)
“Stay Useless”
Django DjangoStorm (Because Music, 7″)
“Storm”
CocoRosieWe Are On Fire/Tearz For Animals (Touch&Go)
“We Are On Fire”
GrimesVisions (4AD)
“Be A Body”
Firefox AKVVAA: Sounds Of Sweden (Export Music Sweden)
“Boom Boom Boom”
LemonadeDiver (True Panther)
“Ice Water”

CocoRosie – “Tearz For Animals”

Fine Before You Came – Ormai (Roba Triste/La Tempesta)

Trovo una certa difficoltà a parlare dei Fine Before You Came. Sarà che abbiamo ascoltato/amato gli stessi dischi, sarà che abbiamo più o meno la stessa età, resta il fatto che con loro devo fare un sforzo titanico per cercare di mantenere quella distanza necessaria all’obiettività del giudizio (sì, io non sono per il “de gustibus”). Le mi armi da “critico” restano spuntate e inutilizzabili già alla prima canzone di Ormai. Iniziare un album urlando dei versi come “In tutti questi anni abbiamo detto così tante cose… ne abbiamo fatte così poche” è un colpo basso da cui non ci si riprende per tutto il resto del disco. L’onestà e l’immediatezza del gruppo milanese mi rende il loro ascolto un’esperienza a tratti dolorosa. Eppure è uno dei dischi che ho ascoltato di più in questo 2012. È ancora in download gratuito.

Birthmark – Antibodies (Polyvinyl)

La famiglia Kinsella ha sicuramente dato tanto al rock indipendente americano. Che fosse il proto-emo dei Cap’n’Jazz, il math-rock di Joan Of Arc o il pop evoluto degli Owen, i fratelli Tim e Mike certamente si sono ritagliati il loro meritatissimo posto nel Valhalla dell’underground a stelle e strisce. Nate Kinsella, il cugino, ha avuto meno fortuna al momento, pur avendo partecipato a molte di quelle esperienze. Da qualche anno Nate ha il suo progetto solista, Birthmark, che sta per pubblicare il nuovo Antibodies dove – manco a dirlo – ancora una volta è possibile riconoscere quei tratti distintivi che ci hanno fatto amare il marchio di famiglia: melodie delicate, ritmi obliqui e arrangiamenti mai banali. È sempre un piacere.

Cloud Nothings – Attack on Memory (Carpark)

Come ogni nuovo progetto spinto vigorosamente da Pitchfork, anche per questo ragazzo dell’Ohio ho dovuto vincere un certo pregiudizio negativo. La resistenza è durata in questo caso il tempo di tre brani, vale a dire il tempo di riconoscere in questo album tutto quello che ho amato di certi anni ’90. Dylan Baldi è cresciuto a Fugazi, Slint, tanto post-hardcore e tanto emo della prima ora. “Un po’ come me”, potrei aggiungere, se non fosse che il giovane di Cleveland ha sì e no passato la ventina. In ogni caso la lezione è stata imparata bene, il suono metabolizzato a dovere (ci mette lo zampino pure Steve Albini) e il risultato è portentoso.
Su di me, non posso negarlo, incide molto il fattore nostalgia, ma non dubito che il valore di Attack on Memory sia capace di rendere di nuovo attuali questi suoni, e questa passione di nuovo contemporanea. Vi lascio giudicare col primo video: “No Future/No Past” (un titolo che fa il paio con quello dell’album). Prendetevi però il tempo di ascoltare tutta la raccolta prima di dare un giudizio: i brani sono molto diversi l’uno dall’altro.

Cloud Nothings – “No Future / No Past” Official Video from Urban Outfitters on Vimeo.