Videodreams – Shipwrecks (Ghost Records)

Videodreams - ShipwrecksI Videodreams mi avevano colpito già all’ascolto del mini Wet Pain (2012, Megaphone), dove già mostravano di aver mandato a memoria una certa lezione americana, metabolizzando il recente recupero del folk vintage (dai Fleet Foxes in giù, approssimando) e soprattutto padroneggiando suoni e stilemi del dream-pop a cui si son votati fin dalla scelta del nome. Il nuovo Shipwrecks recupera e rilancia quelle suggestioni, mettendo nuovamente in mostra le capacità compositive dei fratelli Marra e, soprattutto, facendo un passo oltre sul versante degli arrangiamenti che ora giocano anche con inserimenti elettronici discreti ma consistenti. Le undici canzoni dell’album presentano un’identità di suono e di ricerca melodica che spinge oltre i confini del genere e che, possibilmente, li sposta un po’ più in là. Tanto che, usando un aggettivo che non mi piace molto, verrebbe da da dire che Shipwrecks è un esordio che suona sorprendetemente “maturo”.
I Videodreams saranno ospiti nella prossima puntata di sOUNDVERITE, martedì 16 aprile, a partire dalle 19:00 sui 90.0 mhz di Radio Onde Furlane per chi si trova in Friuli (streaming web da qui per tutti gli altri). Evento facebook qui.

Videodreams – “Can’t Be Wrong”

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Puntata #17!

Storm Queen - Let's Make MistakesPlaylist varia come di rado ci permettiamo, con il sorriso sulle labbra e alla facciaccia del numero 17. Il nuovo Passion Pit mi piace a momenti, forse a causa di questo suo essere così carico di colori e allegria. E inoltre mi sembra troppo prodotto. Peccato, perché avevano già dimostrato con l’esordio (Manners, 2009) di saper scrivere ottime canzoni. Morgan Geist non delude mai, invece. L’unico difetto di questa uscita a nome Storm Queen è che si tratta di un singolo… avrei voluto un album intero, chissà che non arrivi. Chi invece torna con un album di lunga durata è Scuola Furano che, vivadio, non ha certo dimenticato come si confeziona un groove. Per quanto riguarda Chain & The Gang, il nome che portiamo ci obbliga a dedicargli un post apposito, cosa che farò quanto prima anche per la mia nuova ossessione del momento: Foxygen.

Playlist martedì 31 luglio 2012

Passion PitGossamer (Columbia)
“I’ll Be Alright”
Storm QueenLets Make Mistakes (Environ)
“Let’s Make Mistakes (Club)”
Scuola Furano108 (Nano)
“Danceteria (ft. Fiorius)”
Twin ShadowConfess (4AD)
“The One”
Chain & The GangIn Cool Blood (K)
“If I Only Had A Brain”
FoxygenTake The Kids Off Broadway (Jagjaguwar)
“Make It Known”
Jeans WilderTotally (Everloving)
“Gravity Bong”
KaribeanAndersen (WWNBB)
“Rainbow Girl”
The MoonLunatics (Shilluti)
“Summer”

Puntata #10!

A Place To Bury Strangers - WorshipSul fenomeno Willis Earl Beal torneremo a breve. Mi soffermo brevemente invece ancora una volta sul ritorno della new wave. È vero. Con questa storia del nuova ondata della new wave mi son fatto prendere la mano. Sarà che sono suoni che ho sempre ascoltato, però continua a turbarmi questo ritorno in pompa magna del gotico e dell’estetica new wave. In questo caso mettiamo l’accento su un’anticipazione: Worship di A Place to Bury Strangers uscirà il 26 giugno e, complice un ricorso a sciabolate di effettistica in puro spirito My Bloody Valentine, costituisce uno dei punti più alti raggiunti dal fenomeno. La svolta melodica operata dal trio di NY farà forse storcere il naso a qualche vecchio fan, ma convince senza ripensamenti.

Playlist 29 maggio 2012

Willis Earl BealAcousmatic Sorcery (XL)
“Swing On Low”
Father John MistyFear Fun (Bella Union)
“Nancy From Now On”
Best CoastThe Only Place (Mexican Summer)
“Why I Cry”
KindnessWorld, You Need A Change Of Mind (Coop.)
“Swingin’ Party
Still Flyin’On A Bedroom Wall (WWNBB)
“Big Trouble In Little Alabama”
Craft SpellsGallery Ep (Captured Tracks)
“Warmth”
Led Er EstThe Diver (Sacred Bones)
“Kaiyo Maru”
A Place To Bury StrangersWorship (Dead Oceans)
“You Are The One”
StayerDirty Ep (Zero The Hero) [free download!]
“Dirty”

A Place To Bury Strangers“You Are The One”

Puntata #7!

Omaggio scontato quanto doveroso, la puntata di oggi si è aperta con una canzone dei Beastie Boys che se ne sono andati insieme ad MCA. Smaltita la sbornia di coccodrilli e retrospettive (anche ben fatte), oggi ho voluto dire addio ad un altro pezzo della mia giovinezza che se n’è andato, a vent’anni di distanza da quel disco immenso che fu Check Your Head. Riascoltare “Pass The Mic” (e quell’entrata di basso di MCA!) o rivedere il video di “So What’Cha Want” hanno il potere ancora oggi di farmi rivivere un mondo, di fare rivivere un mondo. Mi rendo conto che pochi gruppi hanno ancora questo potere su di me. Al di là della retorica (inevitabile) di questi giorni, se dovessi spiegare gli anni ’90 ad un giovane, forse partirei proprio dai Beastie Boys.

Playlist 8 maggio 2012

Beastie BoysCheck Your Head (Capitol, 1992)
“Pass The Mic”
Death GripsThe Money Store (Epic)
“I’ve Seen Footage”
THEESatisfactionawE naturalE (Sub Pop)
“Needs”
Schoolboy Q – Habits & Contradictions (Top Dawg)
“There He Go”
A$ap RockyGoldie ep (RCA)
“Goldie”
AUBoth Lights (Leaf/Hometapes)
“Get Alive”
Young MagicMelt (Carpark)
“Slip Time”
Bear In HeavenI Love You, It’s Cool (Dead Oceans)
“Sinful Nature”
Kindness – World, You Need a Change of Mind (Polydor)
“House”
VideodreamsWet Pain (Megaphone) [free download!]
“Quicksandness”

Live: Cruise Family, Company Fuck, Trouble Vs Glue, Linguaggio Macchina

Una volta ogni tanto fa piacere segnalare un evento anche dalle nostre parti. Ci pensano ancora una volta gli amici di Hybrida in collaborazione con Dobia Lab ad organizzare un evento fuori dal comune. Ne parlo ancor più volentieri così ho anche una scusa per postare il bellissimo flyer.

Trai i quattro, chi ha bisogno di meno presentazioni sono i Cruise Family, austriaci finiti nella grazie della Not Not Fun e per cui i fedelissimi seguaci dell’etichetta già si fregano le mani. Per Company Fuck e Trouble Vs Glue vi rimando al dettagliato post di Hybrida. Preferisco invece soffermarmi su Linguaggio Macchina, nuovo progetto di Lorenzo Manià, precedentemente attivo come Karmafuzion e adesso dedito ad un elettronica scevra da ogni orpello, ridotta all’essenza di suono e battuta, musica minima più che minimale il cui spirito aderisce in maniera sorprendente al nome che si è scelto.