Marnero – Il Sopravvissuto (To Lose La Track/Sanguedischi)

Marnero - Il sopravvissutoQuando ormai ero convinto che la mia voglia di urlati in italiano per questa torrida estate 2013 sarebbe stata soddisfatta dal ritorno dei Fine Before You Came (sempre ottimi anche sulla media durata) e dei Gazebo Penguins (un po’ leggerini per i miei quasi 40, ma comunque validi), ecco spuntare i Marnero, che non conoscevo nonostante già due album all’attivo. Quello che colpisce de Il Sopravvissuto è l’intensità. Non solo dei suoni, che colpiscono per la varietà dei registri che sono in grado di adottare (si va dal post-hc allo sludge attraversondo momenti metal tout-court), ma soprattutto per le liriche. Parole che pesano come macigni anche quando si è costretti a indovinarle, scorticate dalle distorsioni di chitarra. Un album duro, dove anche le aperture melodiche non concedono tregua ma servono ad affondare meglio il colpo.
L’album è in download gratuito, ma nulla vieta di acquistare il supporto fisico (io mi sono appena ordinato il vinile).

Videodreams – Shipwrecks (Ghost Records)

Videodreams - ShipwrecksI Videodreams mi avevano colpito già all’ascolto del mini Wet Pain (2012, Megaphone), dove già mostravano di aver mandato a memoria una certa lezione americana, metabolizzando il recente recupero del folk vintage (dai Fleet Foxes in giù, approssimando) e soprattutto padroneggiando suoni e stilemi del dream-pop a cui si son votati fin dalla scelta del nome. Il nuovo Shipwrecks recupera e rilancia quelle suggestioni, mettendo nuovamente in mostra le capacità compositive dei fratelli Marra e, soprattutto, facendo un passo oltre sul versante degli arrangiamenti che ora giocano anche con inserimenti elettronici discreti ma consistenti. Le undici canzoni dell’album presentano un’identità di suono e di ricerca melodica che spinge oltre i confini del genere e che, possibilmente, li sposta un po’ più in là. Tanto che, usando un aggettivo che non mi piace molto, verrebbe da da dire che Shipwrecks è un esordio che suona sorprendetemente “maturo”.
I Videodreams saranno ospiti nella prossima puntata di sOUNDVERITE, martedì 16 aprile, a partire dalle 19:00 sui 90.0 mhz di Radio Onde Furlane per chi si trova in Friuli (streaming web da qui per tutti gli altri). Evento facebook qui.

Videodreams – “Can’t Be Wrong”

Amari – Il tempo più importante (video)

Il video è di quelli basati su un’idea semplice e geniale. Un’interruzione del canonico flusso di immagini in movimento che basta di per se a costringere lo spettatore a fermarsi sul “tempo”. La canzone è il singolo che ha anticipato l’uscita di Kilometri, settimo album degli Amari di cui parleremo nella puntata di sOUNDVERITE in diretta domani (martedì 22 gennaio) con Davide “Pasta” Piva. Sempre a partire dalle 19 e sempre sui 90.0 mhz di Radio Onde Furlane. Streaming web da qui, inevitabile evento Facebook qui.

Puntata #38!

Wooden Wand - Blood Oaths of the New BluesLasciamo da parte per un momento i titoli più attesi di questo inizio 2013. Avremo tempo e modo per tornare su Villagers, Yo La Tengo e Cristopher Owens che devo ancora ascoltare con attenzione. Preferisco invece soffermarmi sull’album di Wooden Wand che, confesso un po’ a sorpresa, mi sta piacendo moltissimo. La sorpresa sta più che altro nel fatto che avevo lasciato James Jackson Toth alle prese con uno psych-folk sperimentale suggestivo (ma noiosetto) e ritrovo oggi il cantautore americano (già protegé di Michael Gira) dedito ad un country gospel da meditazione felicemente in bilico tra elettrico e acustico che piacerà agli estimatori di Phosphorescent. Vero è che la svolta non è stata improvvisa e sono io ad essere stato distratto negli ultimi anni, resta il fatto che Blood Oaths of the New Blues è uno degli album migliori di questo 2013 appena cominciato ma già così ricco di uscite.

Playlist martedì 15 gennaio 2013

Christopher Owens Lysandre (Fat Possum)
“New York City”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“Is That Enough”
Toro Y Moi Anything In Return (Carpark)
“Studies”
Amari Kilometri (Riotmaker),
“Aspettare, aspetterò”
Dutch UnclesOut of Touch In The Wild (Memphis Industries)
“Flexxin”
Villagers Awayland (Domino)
“Earthly Pleasure”
Darren Hayman and the Long ParliamentThe Violence (Fortuna Pop! 2012)
“Desire Lines”
Shugo TokumaruIn Focus? (Polyvinyl)
“Decorate”
Wooden WandBlood Oaths Of The New Blues (Fire)
“Southern Colorado Song”

Puntata #32!

Egyptian Hip Hop - Good Don't SleepTra le ultime pubblicazioni di questo 2012 agli sgoccioli, vale la pena segnalare l’esordio di Egyptian Hip Hop. La band, a dispetto del nome, viene da Manchester e non ha niente a che vedere con l’hip-hop. Good Don’t Sleep propone invece un pop elettronico leggero ma con sostanza, caratterizzato da una grande cura per il suono e con un approccio alla melodia molto personale.
Da segnalare anche il ritorno di Andrew Bird che si lascia contagiare dalla moda della doppia pubblicazione annuale. Dopo Break It Yourself di marzo, eccolo di nuovo con questo Hands of Glory. Il multistrumentista di Chicago questa volta si affaccia sulla tradizione country-folk come mai prima. Naturalmente lo fa in maniera personale e il risultato è ancora una volta convincente.

Playlist martedì 20 novembre 2012

GoatWorld Music (Stranded)
“Goatman”
Egyptian Hip HopGood Don’t Sleep (R&S)
“Alalon”
Sufjan StevensSilver & Gold (Asthmatic Kitty)
“Christmas In The Room”
Andrew BirdHands of Glory (Mom & Pop)
“Three White Horses”
Dinosaur Jr.I Bet On Sky (Jagjaguwar)
“Rode”
The BabiesOur House On The Hill (Woodsist)
“Moonlight Mile”
Bob Corn & Matteo UggeriFields of Corn (autoprodotto)
“Call Me My Name”
ComaneciUH! (Madcap)
“The Easiest Way”
Julie DoironSo Many Days (Aporia)
“Can’t Take It No More”

Egyptian Hip Hop – “Alalon”

Puntata #19!

Alt-J - An Awesome WaveDevo ammettere che mi piacciono. Con una formula semplice e curata gli Alt-J hanno azzeccato un album che giro dopo giro si insinua e reclama con forza il suo spazio tra gli ascolti di giornata. Malinconico languore nu-new-wave arricchito da ritmi e sciabordate elettroniche da hip-hop evoluto (si legga pure Anticon) rendono An Awesome Wave un album sorprendente pur nella sua immediatezza e semplicità. Stancherà presto? Forse, ma per il momento lo ascolto che è un piacere. Tra l’altro, quasi interamente ascoltabile via Soundcloud.
Infine gran plauso alla cricca di To Lose La Track che continua a far cose belle e che fanno bene al cuore. Dello Splittone Paura si è parlato un po’ ovunque e non mi dilungo, metto l’accento invece su Settimana del progetto Havah dove Michele Camorani (Raein, La Quiete) si sporge su un territorio post-punk dalle tinte più scure. Da ascoltare.

Playlist martedì 21 agosto 2012

Alt-JAn Awesome Wave (Infectious)
“Interlude”
“Tesselate”
Antony & The JohnsonsCut The World (Secretly Canadian)
“Kiss My Name”
James YorkstonI Was A Cat From A Book (Domino)
“Border Song”
Bailter SpaceStrobosphere (Fire)
“No Sense”
DeerhoofBreakup Song (Polyvinyl)
“Fête D’Adieu”
Verme Splittone Paura (To Lose La Track) [free download!]
“Lo Squallore Del Tonno”
Havah Settimana (To Lose La Track) [free download!]
“Martedì”
The Mojomatics You Are The Reason For My Troubles (Outside Inside)
“You Are The Reason For My Troubles”
Foxygen Take The Kids Off Broadway (Jagjaguwar)
“Waitin’ 4 U”
Ariel Pink’s Haunted Graffiti Mature Themes (4AD)
“Kinski Assassin”

Puntata #17!

Storm Queen - Let's Make MistakesPlaylist varia come di rado ci permettiamo, con il sorriso sulle labbra e alla facciaccia del numero 17. Il nuovo Passion Pit mi piace a momenti, forse a causa di questo suo essere così carico di colori e allegria. E inoltre mi sembra troppo prodotto. Peccato, perché avevano già dimostrato con l’esordio (Manners, 2009) di saper scrivere ottime canzoni. Morgan Geist non delude mai, invece. L’unico difetto di questa uscita a nome Storm Queen è che si tratta di un singolo… avrei voluto un album intero, chissà che non arrivi. Chi invece torna con un album di lunga durata è Scuola Furano che, vivadio, non ha certo dimenticato come si confeziona un groove. Per quanto riguarda Chain & The Gang, il nome che portiamo ci obbliga a dedicargli un post apposito, cosa che farò quanto prima anche per la mia nuova ossessione del momento: Foxygen.

Playlist martedì 31 luglio 2012

Passion PitGossamer (Columbia)
“I’ll Be Alright”
Storm QueenLets Make Mistakes (Environ)
“Let’s Make Mistakes (Club)”
Scuola Furano108 (Nano)
“Danceteria (ft. Fiorius)”
Twin ShadowConfess (4AD)
“The One”
Chain & The GangIn Cool Blood (K)
“If I Only Had A Brain”
FoxygenTake The Kids Off Broadway (Jagjaguwar)
“Make It Known”
Jeans WilderTotally (Everloving)
“Gravity Bong”
KaribeanAndersen (WWNBB)
“Rainbow Girl”
The MoonLunatics (Shilluti)
“Summer”

Rella The Woodcutter – The Golden Undertow (Boring Machines)

The Golden UndertowNon so molto di questo ragazzo, se non che è italiano e ha pubblicato recentemente i suoi lavori su Boring Machines. Le due notazioni sono en passant ma comunque significative. La provenienza geografica interessa perché sono rari i musicisti italiani capaci di confrontarsi in modo credibile con il folk/blues reinterpretandolo in maniera personale e innovativa, senza mostrar timori riverenziali nei confronti della tradizione anglo-americana. In The Golden Undertow c’è inoltre un’inclinazione alla psichedelia e alla perversione dei canoni che lo rende veramente difficile da catalogare. Cosa sempre apprezzata da queste parti. L’etichetta poi, a prescindere dalla proposta musicale spesso varia ed eterogenea, è ormai da tempo garanzia di spessore e qualità. Uno degli album che ho più ascoltato quest’anno. Assolutamente da non trascurare.

Rella The Woodcutter – “Dead Star”

Offlaga Disco Pax – Gioco di società (Venus)

offlaga disco pax - gioco di societàImmagino che Max Collini abbia un serbatoio di storie da raccontare a cui attingere praticamente infinito. Del resto ciò che “fa letteratura” non è l’episodio che si racconta, ma il “come” se lo racconta. Gli Offlaga Disco Pax al terzo album hanno toccato un nuovo vertice di espressività e le storie di Max sono ormai un tutt’uno con le parti strumentali di Daniele ed Enrico, al punto tale che è diventato difficile distinguere quando è la musica che è chiamata a sottolineare i momenti più significativi della narrazione, e quando invece sono le pause o i crescendo del testo che servono a lanciare i passaggi più intensi della composizione. Poco importa. Fin quando gli ODP si prenderanno tutto il tempo di cui hanno bisogno per pubblicare un nuovo lavoro sono convinto che non si rischi nessun calo di tensione. Gioco di società al momento mi piace quanto Bachelite (cioè molto) e alcuni brani come “Parlo da solo” o “Piccola storia ultras” sono da considerare tra i migliori in assoluto del trio emiliano. La prima, in particolare, è una canzone dove Max abbandona il suo stile narrativo consueto, smette di raccontare e forse per la prima volta in maniera così convinta prova a descrivere per immagini e sensazioni. Il video è stato presentato ieri.

Fine Before You Came – Ormai (Roba Triste/La Tempesta)

Trovo una certa difficoltà a parlare dei Fine Before You Came. Sarà che abbiamo ascoltato/amato gli stessi dischi, sarà che abbiamo più o meno la stessa età, resta il fatto che con loro devo fare un sforzo titanico per cercare di mantenere quella distanza necessaria all’obiettività del giudizio (sì, io non sono per il “de gustibus”). Le mi armi da “critico” restano spuntate e inutilizzabili già alla prima canzone di Ormai. Iniziare un album urlando dei versi come “In tutti questi anni abbiamo detto così tante cose… ne abbiamo fatte così poche” è un colpo basso da cui non ci si riprende per tutto il resto del disco. L’onestà e l’immediatezza del gruppo milanese mi rende il loro ascolto un’esperienza a tratti dolorosa. Eppure è uno dei dischi che ho ascoltato di più in questo 2012. È ancora in download gratuito.