Puntata #9!

Beach House - Bloom Detto fuori dai denti: non pensavo minimamente che i Beach House sarebbero stati in grado di riproporsi ai livelli vertiginosi di Teen Dream. L’album del 2010 mi sembrava infatti aver portato a compimento una formula – quella del loro particolarissimo dream pop – a perfezione. Mi attendevo dunque da Bloom una replica della stessa formula, nella migliore delle ipotesi altrettanto appassionata, ma inevitabilmente meno fresca. Sono felice invece di poter oggi ascoltare un album altrettanto intenso ed inspirato che, ascolto dopo ascolto, si insinua in quella zona indefinita tra petto e pancia e non se ne vuole andare più. Menzione veloce anche per Sharon Van Etten che finora avevamo trascurato i trasmissione, ma che ha pubblicato uno dei dischi più belli di questo 2012.

Playlist 22 maggio 2012

Beach HouseBloom (Bella Union/Sub Pop)
“Troublemaker”
Lower DensNootropics (Ribbon Music)
“Propagation”
Mount EerieClear Moon (P.W. Elverum & Sun)
“Through The Trees pt. 2”
Cold SpecksI Predict a Graceful Expulsion (Mute)
“Blank Maps”
TY Segall & White FenceHair (Drag City)
“Easy Ryder”
TY Segall BandSlaughterhouse (In The Red)
“Tell Me What’s Inside Your Heart”
White FenceFamily Perfume vol. 2 (Woodsist)
“It’s Confusing When You Wake Up”
Sharon Van Etten Tramp (Jagjaguwar)
“Serpents”

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Lower Dens – Nootropics (Ribbon Music)

NootropicsHo sempre trovato Jana Hunter un carattere interessante. Il suo essere schiva in modo così ricercato suscita spesso un’istintiva antipatia ma, del resto, io ai musicisti non ho mai chiesto di essere simpatici. Trovavo interessante la sua musica quando proponeva il suo freak-folk sotto l’ala protettrice del santone del genere, e la trovo interessante adesso con questo nuovo progetto, meno personale e più “rock”. Del passato rimpiango però la bella ingenuità, mentre questo secondo lavoro a sigla Lower Dens mi sembra troppo strategicamente orientato a seguire il suono (e il successo) dei concittadini Beach House. Visti qualche giorno fa dal vivo a Parigi mi son sembrati anche indugiare molto su certi suoni wave tornati di recente in auge dalle parti di Brooklyn. Insomma, poche idee ma una grande determinazione e un’ottima capacità di realizzarle. Dovessi mettere un voto, sarebbe una sufficienza piena, ma nulla di più.