Best of 2012, #16: M. Ward – A Wasteland Companion

She’s a primitive girl. She says it herself. / She cuts to the chase, yeah like nobody else. / If you say “how you doin’?” She’ll say “I’m doin’ well” / She’s a primitive girl. She says it herself.M. Ward - A Wasteland Companion

“Primitive Girl” di M. Ward, dall’album A Wasteland Companion pubblicato il 10 aprile via Merge.

The Mountain Goats – Trascendental Youth (Tomlab/Merge)

The Mountain Goats - Trascendental Youth Di John Darnielle mi piace tutto, da sempre. Mi piace la sua voce nasale che riesce ad essere così espressiva nonostante il timbro infantile e tremolante. Mi piacciono le sue canzoni anche quando si reggono su quattro accordi quattro. Mi piace come si concede alle interviste, con generosità, dove si racconta sempre senza filtri anche quando non sollecitato. Per accompagnare l’uscita di Trascendental Youth, ne ha rilasciate diverse e tutte interessanti. Quella su Pitchfork merita, meglio ancora quella pubblicata da Stereogum dove John si dilunga su uno dei tratti distintivi della sua scrittura: il contrasto tra la dimensione tragica dei testi e l’atmosfera euforica e positiva delle parti strumentali. Un equilibrio sottile su cui si reggono molti dei suoi brani e che contribuisce a rendere il suo stile così unico.

M. Ward – A Wasteland Companion (Merge)

M. Ward - A Wasteland CompanionA differenza del precedente, che mi piacque subito e tanto, A Wasteland Companion mi ha richiesto qualche ascolto di più. Molte canzoni lì per lì suonavano un po’ troppo facili alle mie orecchie: “Primitive Girl”, “Sweetheart”, “I Get Ideas” mi erano sembrati brani ai limiti del frivolo. Mi ci son voluti ascolti ripetuti per realizzare invece che M. Ward non ha cercato di essere più accessible, ma si è preso il rischio, semplice ma molto audace, di suonare come “un classico”. Come scrivere canzoni lasciandosi guidare dalla leggerezza, chessò, di un Roy Orbison.
Che poi, a ben vedere, se ci chiedessimo quanti cantautori, oggi, sarebbero in grado di vincere una scommessa del genere, la risposta sarebbe piuttosto semplice.

M. Ward – “Me And My Shadow”