Puntata #4!

La copertina è innegabilmente brutta, ma vale ugualmente la pena dare una chance al nuovo album dei Bear In Heaven. Un po’ perché in effetti il primo lavoro era stato una bella sorpresa (con una bella copertina), un po’ perché è un album che poco a poco conquista. E chi scrive è anche una persona che si è un po’ stancata di questo perpetuo saccheggio degli anni ’80. I Love You, It’s Cool in questo senso si sporge su quel decennio in modo ben più sfacciato del precedente. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i Chromatics che in questo nuovo Kill For Love alle tastiere  sembrano preferire dei languori chitarristici che richiamano più gli XX che la wave tout-court. Bravi ma furbetti. Sospendo il giudizio sui lavori di Lotus Plaza e M. Ward (che meritano ascolti più attenti), mentre confesso che alla distanza nelle mie preferenza sta crescendo Break It Yourself di Andrew Bird che inizialmente mi aveva lasciato un po’ freddo.

Playlist 10 aprile 2012

ChromaticsKill For Love (Italians Do It Better, 2012)
“Back From The Grave”
Bear In HeavenI Love You, It’s Cool (Dead Oceans, 2012)
“The Reflection Of You”
M. WardA Wasteland Companion (Merge, 2012)
“Primitive Girl”
Andrew Bird Break It Yourself (Bella Union, 2012)
“Danse Caribe”
Michael KiwanukaHome Again (Communion, 2012)
“Home Again”
Lotus PlazaSpooky Action At A Distance (Kranky, 2012)
“Strangers”
DisappearsPre Language (Kranky, 2012)
“Hibernation Sickness”
The MenOpen Your Heart (Sacred Bones, 2012)
“Candy”
Offlaga Disco PaxGioco di Società (Venus, 2012)
“Piccola Storia Ultras”

Michael Kiwanuka – Home Again (Communion)

Ciao a tutti, amici di Soundverite! Non potevo scegliere un post migliore per debuttare su questo blog! Come cita il titolo dell’album, “Home Again” ,anch’io posso dire lo stesso ora che sono entrato nella casa, nella comune guidata dal nostro santone Gigi!!!……finalmente a casa!

Mikael Kiwanuka è figlio di quella madre nostalgica che oramai da un paio d’anni sta sfornando, forse troppi, figli colorati di suoni soul, r’n’b e motown che vedono un futuro solamente guardandosi alle spalle!

Non si può dire diversamente del nostro ragazzo dal cognome hawaiano. Di provenienza britannica e originario dell’Uganda, nella sua produzione non troviamo influenze  legate ad una necessità commerciale, bensì una capacità ed uno stile personale che và a tirare in ballo citazioni rischiose come l’empatico Bill Whiters o il poetico Terry Callier. Azzardate? Non proprio, lui suona la chitarra e riesce ad appoggiare sopra melodie decisamente struggenti, come nel caso del singolo “Home Again”, quando si apre ad arrangiamenti lo fa con sorprendente maturità rendendo giustizia al suo stile.

Forgiato nell’officina della Communion Records, organizzazione più che etichetta dietro alla quale si cela tra gli altri Ben Lovet dei Mumford & S., dove sembra che abbiano trovato il fertilizzante giusto visto la qualità del “raccolto” che continuano ad ottenere!