Marnie Stern – The Chronicles of Marnia (Kill Rock Stars)

Marnie Stern -  The Chronicles of MarniaNon ho mai visto dal vivo Marnie Stern ed è un grosso rammarico. Non sono mai stato un fan dei tecnicismi, ma già solo immaginare cosa può combinare questa ragazza su un palcoscenico è sufficiente ad accendere la mia fantasia. La cosa divertente è che Marnie applica il suo tapping estremo a un suono e a una formula che, per sostanza e attitudine, rimane indubitabilmente punk. Il contrasto è totale e funziona proprio per questo, anche perché fortunatamente non le manca una buona dose di ironia. Il nuovo album è meno ruvido dei precedenti e ha il merito di mettere in luce anche il suo spiccato talento per la melodia. Per la verità si intuiva anche prima, in The Chronicles of Marnia è però particolarmente evidente.
Da segnalare anche il cambio di guardia alla batteria. Con Zach Hill ormai catturato stabilmente dai Death Grips, tocca a Kid Millions degli Oneida assecondare il sacro furore della ragazza newyorkese, per la serie: se non picchiano non li vogliamo.

Psychic Ills – One Track Mind (Sacred Bones)

Psychic Ills - One Track MindUna copertina disegnata da Powell St. John e un ospite del calibro di Neil Hagerty fanno già capire su quali credenziali può già contare la band newyorkese e, soprattutto, su quale panorama stiamo andando a sporgerci quando ascoltiamo One Track Mind. Anche gli Psychic Ills recuperano certa psichedelia garage ibridandola con suggestioni wave, restituendo il tutto dopo averlo passato al filtro della loro sana attitudine da slackers consumati. Un’operazione già riuscita bene ai Crystal Stilts e, prima ancora, ai Clinic (solo per citare i primi nomi che vengono in mente). Questo quarto album (il secondo per Sacred Bones) convince e piace dalla prima all’ultima traccia grazie alla profondità di un suono che scintilla tra la nebbia delle atmosfere dilatate e l’incedere pigro, quasi assonnato, della maggior parte delle canzoni.

Psychic Ills – “Might Take A While”

Puntata #38!

Wooden Wand - Blood Oaths of the New BluesLasciamo da parte per un momento i titoli più attesi di questo inizio 2013. Avremo tempo e modo per tornare su Villagers, Yo La Tengo e Cristopher Owens che devo ancora ascoltare con attenzione. Preferisco invece soffermarmi sull’album di Wooden Wand che, confesso un po’ a sorpresa, mi sta piacendo moltissimo. La sorpresa sta più che altro nel fatto che avevo lasciato James Jackson Toth alle prese con uno psych-folk sperimentale suggestivo (ma noiosetto) e ritrovo oggi il cantautore americano (già protegé di Michael Gira) dedito ad un country gospel da meditazione felicemente in bilico tra elettrico e acustico che piacerà agli estimatori di Phosphorescent. Vero è che la svolta non è stata improvvisa e sono io ad essere stato distratto negli ultimi anni, resta il fatto che Blood Oaths of the New Blues è uno degli album migliori di questo 2013 appena cominciato ma già così ricco di uscite.

Playlist martedì 15 gennaio 2013

Christopher Owens Lysandre (Fat Possum)
“New York City”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“Is That Enough”
Toro Y Moi Anything In Return (Carpark)
“Studies”
Amari Kilometri (Riotmaker),
“Aspettare, aspetterò”
Dutch UnclesOut of Touch In The Wild (Memphis Industries)
“Flexxin”
Villagers Awayland (Domino)
“Earthly Pleasure”
Darren Hayman and the Long ParliamentThe Violence (Fortuna Pop! 2012)
“Desire Lines”
Shugo TokumaruIn Focus? (Polyvinyl)
“Decorate”
Wooden WandBlood Oaths Of The New Blues (Fire)
“Southern Colorado Song”

Woods – Bend Beyond (Woodsist)

Woods - Bend BeyondDei Woods impressiona la qualità con cui continuano a riproporsi album dopo album. Senza avvertire troppo il bisogno di cambiamenti drastici e abbandonato il concetto di psichedelìa più lisergico e improvvisato dei loro esordi, la band di Brooklyn torna con una nuova raccolta di brani tra folk e pop, con qualche deviazione rock soffusamente psichedelico. Musica apparentemente leggera, di cui ci si innamora subito grazie alla sua spiccata dimensione melodica e di cui non ci si stanca grazie ad una rigorosa attenzione al suono. Il risultato finale probabilmente si addice più agli autunni di San Francisco che a quelli di New York, e del resto Bend Beyond induce un’innegabile sensazione di spaesamento anche temporale, con un suono così contemporaneo e così retrò al tempo stesso. Tra i migliori dell’anno, senza dubbio.

Woods – “Size Meets The Sound”

Liars – Brats (Video)

Il brano è di certo uno degli episodi più interessanti del nuovo WIXIW, dove i Liars si sbilanciano come mai prima su un panorama dance che sembra un terriotorio conteso tra Chemical Brothers e Matthew Dear. Tre minuti di tribalismi acidi rilanciati da questo splendido video animato morboso e inquietante. L’autore si chiama Ian Cheng.

Family Band – Grace & Lies (No Quarter)

Family Band - Grace & LiesArchiviata un’estate di poca vacanza e molto lavoro, prendiamo l’autunno di petto e affrontiamo uno dei dischi più tristi dell’anno. Quando ormai si pensava che la palma per l’album più depresso se la fosse già aggiudicata Mirel Wagner (bello anche il nuovo video!), ecco spuntare questa coppia di NY con un lavoro da cui non filtra un raggio di luce manco a pagarlo oro. Non ci si lasci ingannare dalle atmosfere suadenti e morbide che pevadono Grace & Lies, l’impressione è che servano solo a farsi meglio avviluppare da un torpore da cui difficilmente ci si ripiglia a fine corsa. Bravissimi e spietati. Uno dei migliori esordi dell’anno.

Family Band – “Moonbeams”

Foxygen – Take The Kids Off Broadway (Jagjaguwar)

Foxygen - Take The Kids Off BroadwayIo non so cosa sarà di questi due ragazzetti americani. Potrebbero fermarsi qui, come potrebbero dedicarsi a dare alla luce quel capolavoro che già oggi sembra nelle loro corde. In entrambi i casi, questo Take The Kids Off Broadway rimarrà una testimonianza indelebile di come e quanto sia ancora possibile giocare con i mostri sacri, con la tradizione, dove il tributo sfuma in quell’irriverenza iconoclasta a cui il rock’n’roll non dovrebbe mai rinunciare. Sam France e Jonathan Rado (22 anni a cranio) indicano la via e facendo il verso a Mick Jagger, David Bowie, Jimi Hendrix, ai Velvet Underground e a un sacco di altri intoccabili ci consegnano un vero diamante grezzo.
Quando e se vorranno provare a fare il passo oltre, i due Foxygen dovranno certo mettere un po’ di ordine in questo guazzabuglio di casino, ma questo mini lp resterà ugualmente una bellissima istantanea della loro sfrontatezza caotica e irriducibile.

Puntata #16!

Twin Shadow - ConfessCi pensa anche George Lewis Jr. ad ingrossare le fila dei “dischi belli con copertine brutte” di questo 2012. Dopo il contributo fondamentale di Dirty Projectors e Hospitality, ecco Confess con una copertina che pure Billy Idol (cit.) avrebbe avuto qualche perplessità una trentina di anni fa. In ogni caso Twin Shadow si riconferma con un ottimo album che, per quanto non sia un capolavoro, ha il merito di dimostrare che si può ancora citare gli anni ’80 (ed essere alla moda) con intelligenza. Basta aver qualcosa da dire e saper scrivere canzoni (pare facile detto così…). Per esempio non sono sicuro che sia il caso di altre band di area Brooklyn come DIIV e Violens.
Ieri a Sesto al Reghena ha suonato Perfume Genius. Il ragazzo ci sa fare, si sa, e può contare su almeno una mezza dozzina di brani killer. Tenete d’occhio il calendario di Sexto’nplugged 2012 che ne arrivano delle belle.

Playlist martedì 10 luglio 2012

Dirty ProjectorsSwing Lo Magellan (Domino)
“Gun Has No Trigger”
Delicate StevePositive Force (Luaka Bop)
“Positive Force”
Tame ImpalaLonerism (Modular)
“Apocalypse Dreams” [free download!]
Ariel Pink’s Haunted Graffiti Mature Themes (4AD)
“Only In My Dreams” [free download!]
ViolensTrue (Slumberland)
“All Night Low”
DIIVOshin (Captured Tracks)
“How Long Have You Known”
Twin ShadowConfess (4AD)
“Beg For The Night”
Purity RingShrines (4AD)
“Fineshrine” [free download!]
Perfume GeniusPut Your Back N 2 It (Matador)
“Hood”