Sante Parole: Brian King (Japandroids)

We’ve always acknowledged that the band is best served in short doses. So Japandroids is not the kind of music you want to listen to for 70 or 80 minutes straight.

Il cantante chitarrista della band canadese a proposito della brevità dei loro dischi. (via Anthem)

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Birthmark – Antibodies (Polyvinyl)

La famiglia Kinsella ha sicuramente dato tanto al rock indipendente americano. Che fosse il proto-emo dei Cap’n’Jazz, il math-rock di Joan Of Arc o il pop evoluto degli Owen, i fratelli Tim e Mike certamente si sono ritagliati il loro meritatissimo posto nel Valhalla dell’underground a stelle e strisce. Nate Kinsella, il cugino, ha avuto meno fortuna al momento, pur avendo partecipato a molte di quelle esperienze. Da qualche anno Nate ha il suo progetto solista, Birthmark, che sta per pubblicare il nuovo Antibodies dove – manco a dirlo – ancora una volta è possibile riconoscere quei tratti distintivi che ci hanno fatto amare il marchio di famiglia: melodie delicate, ritmi obliqui e arrangiamenti mai banali. È sempre un piacere.

Of Montreal – Paralytic Stalks (Polyvinyl)

Ho sempre avuto un debole per la band di Kevin Barnes e confesso che dopo gli ultimi due album ero un po’ preoccupato. Il punto di forza degli Of Montreal è sempre stata questa incredibile capacità di conciliare stili molto distanti (dal kraut al funk, passando per il glam, l’indie-pop e la disco), ma a renderli unici era soprattutto l’equilibrio incerto tra il lato più audace e sperimentale della band con quello più festaiolo e divertito. Un piccolo miracolo che da un po’ di tempo sembrava essere venuto meno, con il gruppo decisamente più sbilanciato sul versante funk-pop. Il nuovo “Paralytic Stalks” ci mostra invece che c’è ancora vita e voglia di osare.

Non sarà all’altezza dell’inarrivabile “Hissing Fauna…” ma testimonia al di là di ogni dubbio che… non li abbiamo (ancora) persi.