Birthmark – Antibodies (Polyvinyl)

La famiglia Kinsella ha sicuramente dato tanto al rock indipendente americano. Che fosse il proto-emo dei Cap’n’Jazz, il math-rock di Joan Of Arc o il pop evoluto degli Owen, i fratelli Tim e Mike certamente si sono ritagliati il loro meritatissimo posto nel Valhalla dell’underground a stelle e strisce. Nate Kinsella, il cugino, ha avuto meno fortuna al momento, pur avendo partecipato a molte di quelle esperienze. Da qualche anno Nate ha il suo progetto solista, Birthmark, che sta per pubblicare il nuovo Antibodies dove – manco a dirlo – ancora una volta è possibile riconoscere quei tratti distintivi che ci hanno fatto amare il marchio di famiglia: melodie delicate, ritmi obliqui e arrangiamenti mai banali. È sempre un piacere.

Of Montreal – Paralytic Stalks (Polyvinyl)

Ho sempre avuto un debole per la band di Kevin Barnes e confesso che dopo gli ultimi due album ero un po’ preoccupato. Il punto di forza degli Of Montreal è sempre stata questa incredibile capacità di conciliare stili molto distanti (dal kraut al funk, passando per il glam, l’indie-pop e la disco), ma a renderli unici era soprattutto l’equilibrio incerto tra il lato più audace e sperimentale della band con quello più festaiolo e divertito. Un piccolo miracolo che da un po’ di tempo sembrava essere venuto meno, con il gruppo decisamente più sbilanciato sul versante funk-pop. Il nuovo “Paralytic Stalks” ci mostra invece che c’è ancora vita e voglia di osare.

Non sarà all’altezza dell’inarrivabile “Hissing Fauna…” ma testimonia al di là di ogni dubbio che… non li abbiamo (ancora) persi.