Puntata #44!

Unknown Mortal Orchestra - IITra i molti progetti nuovi che si dedicano al recupero di suoni e atmosfere del passato, gli Unknown Mortal Orchestra sono sicuramente uno dei più interessanti. La loro psichedelia soffusa gioca con il soul e il pop che è un piacere, disegnando paesaggi sonori sfuocati e assonnati, immagini oniriche che suggeriscono brutti sogni, se non incubi, ma senza rinunciare a una leggerezza di fondo che conquista, a metà strada tra Sly Stone e i Beatles. La voce di Ruban Nielson, con il suo tono acuto e lievemente rauco, ha personalità e istinto melodico quanto basta per caratterizzare arrangiamenti improntati alla semplicità: pochi fronzoli a favore di una gran cura del suono e delle parti melodiche. Onestamente il primo album mi aveva lasciato freddino, ma questo II merita più di un ascolto.

Playlist martedì 26 febbraio 2013

Atoms For Peace Amok (XL)
“Before Your Very Eyes…”
Jamie Lidell s/t (Warp)
“You Naked”
Youth Lagoon Wondrous Bughouse (Fat Possum)
“Dropla”
Sin Fang Flowers (Morr)
“Young Boys”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“So Good At Being In Trouble”
Adam Green & Binky Shapiro s/t (Rounder)
“Just To Make Me Feel Good”
Feeding People Island Universe (Innovative Leisure)
“Island Universe”
Psychic Ills One Track Mind (Sacred Bones)
“Might Take A While”
Eat Skull III (Woodsist)
“Dead Horses”
The Woolen Men s/t (Woodsist)
“Mayonnaise”

Puntata #15!

Jherek Bischoff - ComposedMi ha sempre fatto un po’ sorridere l’etichetta “pop intelligente” (o intello-pop, se si preferisce), eppure mi sembra un modo di definire estramente calzante quando applicato ai musicisti che vogliono mantenere una dimensione di ricerca sul suono, magari osando sul piano degli arrangiamenti, senza per questo rinunciare alla melodia e all’immediatezza di un ritornello fatto bene. Che sia il pop orchestrato di Jherek Bischoff (non troppo distante dagli esperimenti di Owen Pallett), oppure l’esotismo non privo di epica degli AU, o ancora quello dalle tinte più scure di Tu Fawning, si direbbe che non mancano i musicisti che cercano di battere sentieri personali e contorti nei territori della musica pop. Sarà un caso, ma i tre nomi che abbiamo appena fatto vengono tutti da Seattle e Portland, due città della costa Ovest degli Stati Uniti che distano meno di 200 miglia.

Playlist 3 luglio 2012

Jherek BischoffComposed (Leaf)
“Eyes (feat. David Byrne)”
AUBoth Lights (Leaf)
“Solid Gold”
Tu FawningA Monument (City Slang)
“Blood Stains”
Shannon StephensPull It Together (Asthmatic Kitty)
“What Love Looks Like”
The Welcome Wagon – Precious Remedies Against Satan’s Devices (Asthmatic Kitty)
“I Know That My Redeemer Lives”
Hospitalitys/t (Merge)
“Friends Of Friends”
Crocodiles – Endless Flower (Souterrain Transmission)
“No Black Clouds For Dee Dee”
Here We Go MagicA Different Ship (Secretly Canadian)
“Hard To Be Close”
Montgomerys/t (DiNotte, ep)
“On Sunday”
Fiona AppleThe Idler Wheel… (Epic)
“Anything We Want”

Jherek Bischoff – “Eyes ft. David Byrne”

Laura Gibson – La Grande (Barsuk)

Laura Gibson è una cantautrice cresciuta da qualche parte intorno a Portland, Oregon. Dopo un paio di album pubblicati su Hush Records, ha da poco dato alle stampe il suo nuovo album La Grande, questa volta uscito per la più potente Barsuk. Questa notevole raccolta di folk songs dal sapore western e un po’ dark prende il titolo da una cittadina dello stesso stato che ospita un hotel dal nome “Hot Lake Hotel”. È proprio qui che è stato girato il video della title-track. La protagonista del video è la stessa Laura che ha pure dichiarato che è tra le vecchie mura di questo edificio che ha trovato ispirazione per scrivere la canzone.

Laura Gibson – “La Grande” (mp3)