Puntata #43!

Ducktails - The Flower LaneNati come side project dei Real Estate, i Ducktails di Matthew Mondanile sono cresciuti inesorabilmente album dopo album. Da luogo privilegiato per le sperimentazioni del chitarrista, in tre album il suono dei Ducktails ha preso forma, si è strutturato e con questo The Flower Lane ha avuto finalmente il coraggio di sporgersi su un panorama sonoro eminentemente pop. Ci mette lo zampino ai synth anche quel genietto, sempre più prezzemolino, di Daniel Lopatin che aggiunge un tocco irresistibilmente chill ai jingle-jangle dilatati e suadenti di Matthew. Il risultato è un piccolo capolavoro di leggerezza, che resiste come atmosfera generale dell’album, nonostante l’arrangiamento lussureggiante dei brani. Un album che cresce con gli ascolti e conquista.

Ducktails – “Letter Of Intent”

Playlist martedì 19 febbraio 2013

Ducktails The Flower Lane (Domino)
“Letter Of Intent”
Inc. No World (4AD)
“5 Days”
Thao & The Get Down Stay Down We The Common (Ribbon Music)
“We The Common (for Valerie Bolden)”
Torres s/t (autoprodotto)
“When Winter’s Over”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“Well You Better”
Pissed Jeans Honeys (Sub Pop)
“Romanticize Me”
Iceage You’re Nothing (Matador)
“Coalition”
Psychic Ills One Track Mind (Sacred Bones)
“FBI”
Nick Cave & The Bad Seeds Push The Sky Away (Bad Seeds Ltd.)
“We No Who U R”
Boduf Songs Burnt Up on Re-Entry (Southern)
“Song To Keep Me Still”

Advertisements

Puntata #38!

Wooden Wand - Blood Oaths of the New BluesLasciamo da parte per un momento i titoli più attesi di questo inizio 2013. Avremo tempo e modo per tornare su Villagers, Yo La Tengo e Cristopher Owens che devo ancora ascoltare con attenzione. Preferisco invece soffermarmi sull’album di Wooden Wand che, confesso un po’ a sorpresa, mi sta piacendo moltissimo. La sorpresa sta più che altro nel fatto che avevo lasciato James Jackson Toth alle prese con uno psych-folk sperimentale suggestivo (ma noiosetto) e ritrovo oggi il cantautore americano (già protegé di Michael Gira) dedito ad un country gospel da meditazione felicemente in bilico tra elettrico e acustico che piacerà agli estimatori di Phosphorescent. Vero è che la svolta non è stata improvvisa e sono io ad essere stato distratto negli ultimi anni, resta il fatto che Blood Oaths of the New Blues è uno degli album migliori di questo 2013 appena cominciato ma già così ricco di uscite.

Playlist martedì 15 gennaio 2013

Christopher Owens Lysandre (Fat Possum)
“New York City”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“Is That Enough”
Toro Y Moi Anything In Return (Carpark)
“Studies”
Amari Kilometri (Riotmaker),
“Aspettare, aspetterò”
Dutch UnclesOut of Touch In The Wild (Memphis Industries)
“Flexxin”
Villagers Awayland (Domino)
“Earthly Pleasure”
Darren Hayman and the Long ParliamentThe Violence (Fortuna Pop! 2012)
“Desire Lines”
Shugo TokumaruIn Focus? (Polyvinyl)
“Decorate”
Wooden WandBlood Oaths Of The New Blues (Fire)
“Southern Colorado Song”

Best of 2012, #11: Mount Eerie – Clear Moon/Ocean Roar

The loud breath of surf / Exhaling and constant / Sleeping on the wet ground / In a dream I swim

Mount Eerie - Clear MoonMount Eerie - Ocean Roar

Doppia uscita per Phil Elverum quest’anno, due dischi usciti a distanza di qualche mese ma registrati nella stessa sessione di studio, dove il secondo (Ocean Roar) non è da considerare un’appendice del primo (Clear Moon). Sono due dischi gemelli che conservano un’identità propria.

Mount Eerie – Clear Moon (P.W. Elverum & Sun)

Mount Eerie - Clear MoonPhil Elvrum è un personaggio difficile da inquadrare, artisticamente parlando. Molto simpatico e dotato di grande ironia dal vivo, la sua presenza sui media dà invece l’impressione di una persona schiva e determinata nel volersi tenere ai margini. Già con il progetto Microphones, in piena esplosione del fenomeno freak-folk, Phil si è trovato in odore di santità. Sarebbe probabilmente bastato prendersi un po’ più sul serio, smussare certe spigolosità del suo suono e puntare tutto sulle splendide e malinconiche melodie che sa confezionare per consacrarsi presso il grande pubblico, ma Phil ha perferito portare avanti un discorso più intimo e coraggioso. Mount Eerie da diversi anni continua a pubblicare album superlativi, come questo ultimo Clear Moon uscito a maggio che a settembre verrà raddoppiato dall’altrettanto valido Ocean Roar.
Cantautorato fine, kraut-rock, metal-gaze, la profondità della periferia americana, la vastità dell’oceano e l’inquietante fissità della foresta: tutto questo finisce negli album di Mount Eerie. Musica impossibile.

Boduf Songs – Internal Memo (Morc Tapes)

Boduf Songs - Internal memoSenza troppo girarci intorno, dirò che Mat Sweet ha pubblicato alcuni dei dischi più intensi e oscuri del cantautorato degli ultimi dieci anni. Se ne sono accorti in pochi, purtroppo, e del resto lui non ha mai fatto molto per guadagnarsi le luci della ribalta. La sua musica, come il suo autore, ama l’oscurità perché è lì che si riverberano meglio gli accordi metallici della sua chitarra. Boduf Songs merita a pieno titola l’etichetta di isolazionista, dal momento che i suoi dischi sono così avari di note, i riferimenti esoterici della sua estetica sono così criptici e le sue interviste così rare. Oggi ancor di più forse, dal momento che ha fatto sapere di aver lasciato la Kranky e di dare alle stampe questo nuovo ep solo attraverso la sua newletter. Se ne accorgerà qualcuno oltre al suo esiguo e fedelissimo seguito? Io mi auguro di sì.

Boduf Songs – “Internal Memo”

Rella The Woodcutter – The Golden Undertow (Boring Machines)

The Golden UndertowNon so molto di questo ragazzo, se non che è italiano e ha pubblicato recentemente i suoi lavori su Boring Machines. Le due notazioni sono en passant ma comunque significative. La provenienza geografica interessa perché sono rari i musicisti italiani capaci di confrontarsi in modo credibile con il folk/blues reinterpretandolo in maniera personale e innovativa, senza mostrar timori riverenziali nei confronti della tradizione anglo-americana. In The Golden Undertow c’è inoltre un’inclinazione alla psichedelia e alla perversione dei canoni che lo rende veramente difficile da catalogare. Cosa sempre apprezzata da queste parti. L’etichetta poi, a prescindere dalla proposta musicale spesso varia ed eterogenea, è ormai da tempo garanzia di spessore e qualità. Uno degli album che ho più ascoltato quest’anno. Assolutamente da non trascurare.

Rella The Woodcutter – “Dead Star”

Il ritorno del Reverendo

Quando esce un nuovo lavoro dei Father Murphy, le mie aspettative sono inevitabilmente alte. Il trio veneto si muove da sempre su delle coordinate che dovrebbero far parte di tutti i progetti musicali: urgenza espressiva, rigorosa abnegazione, metodica ricerca sul suono, clamoroso talento e sana cattiveria. Nel nostro paese sono uno dei rari esempi a coniugare tutte queste caratteristiche e probabilmente sono il gruppo che le rappresenta meglio. Il nuovo album si intitola Anyway, your children will deny it, esce il primo marzo per la statunitense Aagoo Records, è stato mixato da Greg Saunier dei Deerhoof ed è annunciato come il lavoro “più personale, sofisticato e accessibile” della band. Ne parleremo ancora, garantito. Per il momento vi consiglio di tenere d’occhio il loro blog e soprattutto le date del tour.

Father Murphy – Anyway your children will deny it from Luigi Dalla Riva on Vimeo.