Puntata #50!

Autre Ne Veut - AnxietyÈ sempre un momento inebriante quello in cui si riconosce un che sta avvenendo qualcosa di nuovo all’interno del panorama della musica pop. Piccoli movimenti, sussulti, prendono il via e, poco a poco, cominciano a modificare il panorama di qualcosa che sembrava cristallizzato. Ci risiamo, seguendo lo schema rigido, caro a Simon Reynolds, i bianchi si stanno appropriando di suoni e ritmiche da sempre neri, per restituirli in forma nuova e universale. È così che prende forma l’incontro tra due mondi musicali apparentemente inconciliabili, lo snobismo indie degli hipster dialoga con la sensualità tracotante e un po’ cafona dell’r’n’b, producendo qualcosa che suona estremamente familiare eppure innegabilmente nuovo. Segnali dapprima sparsi e distanti (una cover da brividi di Sam Amidon, i campioni dei Beach House su cui canta The Weeknd) assumono consistenza e vengono rilanciati dalle suite ambient di How To Dress Well e dai falsetti filtrati di Bon Iver, per farsi infine spiegare alle masse dal soul liquido di James Blake. Sul ritorno (felice) di quest’ultimo torneremo, preferisco qui sottolineare come a partire da questi sussulti, piano piano, abbia preso forma quello che oggi è un fenomeno indubitabilmente ampio e globale. Anxiety, il nuovo album di Autre Ne Veut interpreta il nuovo suono da una prospettiva ancorata al pop elettronico anni ’80; sempre da New York gli Inc. tentano una sintesi ancor più audace recuperando atmosfere e chitarre wave; a Sidney, in Australia, un ragazzino che si fa chiamare Flume esibisce una passionalità soul in una chiave mai così sintetica; in California i Rhye si sporgono sullo stesso panorama con estetica sfacciatamente indie e, in questo senso, ancor più in là si spingono i londinesi Vondelpark. E questo solo per citare i nomi di cui più si sta parlando.
Io, mentre decido se e quanto mi piacciono, vi propongo un rapido tour in questo nuovo mondo che prende forma.

Autre Ne Veut – “Play By Play”

Inc. – “Black Wings”

Flume – “Left Alone feat. Chet Faker”

Rhye – “Open”

Vondelpark – “California Analog Dream”

Playlist martedì 9 aprile 2013

James Blake Overgrown (Polydor)
“Life Round Here”
Autre Ne Veut Anxiety (Mexican Summer)
“Counting”
The Knife Shaking The Habitual (Mute)
“A Tooth For An Eye”
Empress Of Systems (Terrible)
“Tristeza”
Hookworms Pearl Mystic (Gringo)
“In Our Time”
The Besnard Lakes Until In Excess, Imperceptible UFO (Jagjaguwar)
“People Of The Sticks”
Daughter If You Leave (4AD)
“Still”
Videodreams Shipwreck (Ghost)
“Can’t Be Wrong”

Puntata #43!

Ducktails - The Flower LaneNati come side project dei Real Estate, i Ducktails di Matthew Mondanile sono cresciuti inesorabilmente album dopo album. Da luogo privilegiato per le sperimentazioni del chitarrista, in tre album il suono dei Ducktails ha preso forma, si è strutturato e con questo The Flower Lane ha avuto finalmente il coraggio di sporgersi su un panorama sonoro eminentemente pop. Ci mette lo zampino ai synth anche quel genietto, sempre più prezzemolino, di Daniel Lopatin che aggiunge un tocco irresistibilmente chill ai jingle-jangle dilatati e suadenti di Matthew. Il risultato è un piccolo capolavoro di leggerezza, che resiste come atmosfera generale dell’album, nonostante l’arrangiamento lussureggiante dei brani. Un album che cresce con gli ascolti e conquista.

Ducktails – “Letter Of Intent”

Playlist martedì 19 febbraio 2013

Ducktails The Flower Lane (Domino)
“Letter Of Intent”
Inc. No World (4AD)
“5 Days”
Thao & The Get Down Stay Down We The Common (Ribbon Music)
“We The Common (for Valerie Bolden)”
Torres s/t (autoprodotto)
“When Winter’s Over”
Yo La Tengo Fade (Matador)
“Well You Better”
Pissed Jeans Honeys (Sub Pop)
“Romanticize Me”
Iceage You’re Nothing (Matador)
“Coalition”
Psychic Ills One Track Mind (Sacred Bones)
“FBI”
Nick Cave & The Bad Seeds Push The Sky Away (Bad Seeds Ltd.)
“We No Who U R”
Boduf Songs Burnt Up on Re-Entry (Southern)
“Song To Keep Me Still”

Puntata #42!

James Blake - RetrogradeIn genere snobbo i singoli anticipatori. Quando aspetto il ritorno di un musicista che amo, preferisco piuttosto crogiolarmi nell’attesa ed avere tra le mani l’abum intero. È il caso anche di James Blake, il cui nuovo Overgrown sarà pubblicato l’8 aprile. Questa volta però mi sono lasciato tentare dal grande tam tam mediatico scatenato dalla pubblicazione di questo singolo “Retrograde” e ci sono cascato dentro a piè pari. Se il counter del mio ipod non mi inganna, l’ho ascoltata 32 volte di seguito. Sarà pure che avevo voglia di quel suono, di quel languore algido eppure così caldo, fatto sta che mi son trovato letteralmente avviluppato dal crescendo dei sintetizzatori, spaesato dagli improvvisi vuoti e infine penetrato dalla sua voce: I’ll wait, so show me why you’re strong / Ignore everybody else / We’re alone now / We’re alone now / We’re alone now.
Grandi aspettative.

Playlist martedì 12 febbraio 2013

James BlakeRetrograde (singolo, Republic)
“Retrograde”
Blue Hawaii Untogether (Arbutus)
“Sierra Lift”
Eels Wonderful, Glorious (E-Works)
“Wonderful, Glorious”
Holopaw Academy Songs Vol. 1 (Misra)
“Golden Sparklers”
Mind Spiders Meltdown (Dirtnap, 2012)
“You Are Dead”
Feeding People Universal Island (Innovative Leisure)
“Uranium Sea”
Jacco Gardner Cabinet Of Curiosities (Trouble In Mind)
“Clear The Air”
Foxygen – We Are The 21st Century Ambassadors of Peace & Magic (Jagjaguwar)
“Shuggie”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“Swim and Sleep (Like A Shark)”
Widowspeak Almanac (Captured Tracks)
“Dyed In The Wool”

Nite Jewel – One Second Of Love (Secretly Canadian)

Ramona Gonzalez è una musicista californiana  fino adesso nota più che altro per aver collaborato con Ariel Pink. Dopo qualche pubblicazione minore ecco Nite Jewel esordire su una delle più importanti label indipendenti americane. Il suo approccio al pop è decisamente più colorato di quanto non lasci credere la copertina. Già il video della title track ci mostra un recupero di certo synth-pop meno gotico di quanto vada per la maggiore oggi, mentre la canzone qui sotto strizza l’occhio all’R’n’B e fa pensare al pop deviato di Dirty Projectors. L’album è molto vario e ci consegna una musicista che riesce a giocare con gli anni ’80 in maniera intelligente e disinibita.