Willis Earl Beal – Nobody Knows (XL)

Willis Earl Beal - Nobody KnowsPer qualche motivo, istintivo, ho sempre creduto alla genuinità di Willis Earl Beal, anche quando era chiaro che il mettere l’accento sulla teatralità del suo personaggio (vagabondo, mezzo matto e mezzo homeless) obbediva ad una strategia diretta per attirare l’attenzione su quello che, a ben vedere, non era altro che un esordio (buono, ma non esaltante) di un perfetto sconosciuto. Quel disco, insomma, mi sembrava il classico debutto di un artista che aveva qualcosa da dire, ma non aveva ancora trovato il modo di dirlo. Il problema non era certo la voce, già impressionante, ma ruotava più che altro intorno a una questione di suono, ancora troppo acerbo e poco profondo, intenso.
Il nuovo Nobody Knows colpisce al primo ascolto: Willis ha trovato il modo. Il suono. Willis ha preso il soul e l’ha immerso in un pozzo dove non filtra più luce, un nero che resta ugualmente denso e appiccicoso anche quando decide di suonare in acustico.
Nobody Knows evoca lo spettro di Screamin’ Jay Hawkins, facendo appello alla sua teatralità e alla sua disperazione, ma rinunciando alla sua ironia. Willis canta come se non ci fosse un domani.

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Puntata #50!

Autre Ne Veut - AnxietyÈ sempre un momento inebriante quello in cui si riconosce un che sta avvenendo qualcosa di nuovo all’interno del panorama della musica pop. Piccoli movimenti, sussulti, prendono il via e, poco a poco, cominciano a modificare il panorama di qualcosa che sembrava cristallizzato. Ci risiamo, seguendo lo schema rigido, caro a Simon Reynolds, i bianchi si stanno appropriando di suoni e ritmiche da sempre neri, per restituirli in forma nuova e universale. È così che prende forma l’incontro tra due mondi musicali apparentemente inconciliabili, lo snobismo indie degli hipster dialoga con la sensualità tracotante e un po’ cafona dell’r’n’b, producendo qualcosa che suona estremamente familiare eppure innegabilmente nuovo. Segnali dapprima sparsi e distanti (una cover da brividi di Sam Amidon, i campioni dei Beach House su cui canta The Weeknd) assumono consistenza e vengono rilanciati dalle suite ambient di How To Dress Well e dai falsetti filtrati di Bon Iver, per farsi infine spiegare alle masse dal soul liquido di James Blake. Sul ritorno (felice) di quest’ultimo torneremo, preferisco qui sottolineare come a partire da questi sussulti, piano piano, abbia preso forma quello che oggi è un fenomeno indubitabilmente ampio e globale. Anxiety, il nuovo album di Autre Ne Veut interpreta il nuovo suono da una prospettiva ancorata al pop elettronico anni ’80; sempre da New York gli Inc. tentano una sintesi ancor più audace recuperando atmosfere e chitarre wave; a Sidney, in Australia, un ragazzino che si fa chiamare Flume esibisce una passionalità soul in una chiave mai così sintetica; in California i Rhye si sporgono sullo stesso panorama con estetica sfacciatamente indie e, in questo senso, ancor più in là si spingono i londinesi Vondelpark. E questo solo per citare i nomi di cui più si sta parlando.
Io, mentre decido se e quanto mi piacciono, vi propongo un rapido tour in questo nuovo mondo che prende forma.

Autre Ne Veut – “Play By Play”

Inc. – “Black Wings”

Flume – “Left Alone feat. Chet Faker”

Rhye – “Open”

Vondelpark – “California Analog Dream”

Playlist martedì 9 aprile 2013

James Blake Overgrown (Polydor)
“Life Round Here”
Autre Ne Veut Anxiety (Mexican Summer)
“Counting”
The Knife Shaking The Habitual (Mute)
“A Tooth For An Eye”
Empress Of Systems (Terrible)
“Tristeza”
Hookworms Pearl Mystic (Gringo)
“In Our Time”
The Besnard Lakes Until In Excess, Imperceptible UFO (Jagjaguwar)
“People Of The Sticks”
Daughter If You Leave (4AD)
“Still”
Videodreams Shipwreck (Ghost)
“Can’t Be Wrong”

Puntata #44!

Unknown Mortal Orchestra - IITra i molti progetti nuovi che si dedicano al recupero di suoni e atmosfere del passato, gli Unknown Mortal Orchestra sono sicuramente uno dei più interessanti. La loro psichedelia soffusa gioca con il soul e il pop che è un piacere, disegnando paesaggi sonori sfuocati e assonnati, immagini oniriche che suggeriscono brutti sogni, se non incubi, ma senza rinunciare a una leggerezza di fondo che conquista, a metà strada tra Sly Stone e i Beatles. La voce di Ruban Nielson, con il suo tono acuto e lievemente rauco, ha personalità e istinto melodico quanto basta per caratterizzare arrangiamenti improntati alla semplicità: pochi fronzoli a favore di una gran cura del suono e delle parti melodiche. Onestamente il primo album mi aveva lasciato freddino, ma questo II merita più di un ascolto.

Playlist martedì 26 febbraio 2013

Atoms For Peace Amok (XL)
“Before Your Very Eyes…”
Jamie Lidell s/t (Warp)
“You Naked”
Youth Lagoon Wondrous Bughouse (Fat Possum)
“Dropla”
Sin Fang Flowers (Morr)
“Young Boys”
Unknown Mortal Orchestra II (Jagjaguwar)
“So Good At Being In Trouble”
Adam Green & Binky Shapiro s/t (Rounder)
“Just To Make Me Feel Good”
Feeding People Island Universe (Innovative Leisure)
“Island Universe”
Psychic Ills One Track Mind (Sacred Bones)
“Might Take A While”
Eat Skull III (Woodsist)
“Dead Horses”
The Woolen Men s/t (Woodsist)
“Mayonnaise”

Willis Earl Beal – Acousmatic Sorcery (XL/Hot Charity)

Willis Earl BealAppena ho ricevuto in regalo il cd di questo artista la mia fantasia ha preso il largo e un immaginario naif mi ha pervaso. La decisione di Willis d’intraprendere un viaggio nel New Messico dopo essersene andato dal corpo dei Marines, l’aver vissuto ad Albuquerque come un outsider senza fissa dimora ed esprimere il proprio estro artistico affiggendo inviti disegnati da sè dove invitava chiunque a chiamarlo per avere in cambio ritratti e canzoni, mi aveva convinto che in mano avevo l’opera di un artista di quelli con la A maiuscola, una sorta di Basquiat d’oggi! Infilando il cd nel lettore si ha la sensazione di un puro artista, pazzo e sbilenco, dove la musica è poco importante rispetto ai testi e alle parole che Willis ci vuole raccontare. Il fatto che la XL si sia scomodata per pubblicargli il disco conferma la sua validità. Ora, come il giovane Basquiat, dovrà sopravvivere al mondo discografico, alle aspettative che gli piomberanno addosso e dovrà sopravvivere sopratutto a se stesso!